Il bilancio regionale 2026-2028 è stato definito formale e privo di soluzioni strutturali per sanità e sviluppo. Le critiche puntano a una gestione delle risorse che non genera crescita né occupazione.
Critiche al bilancio regionale 2026-2028
Il bilancio di previsione per il triennio 2026-2028 è stato oggetto di forti critiche. La sua approvazione si basa su operazioni straordinarie. Non affronta, secondo le accuse, i problemi fondamentali della sanità. Nemmeno le questioni legate allo sviluppo regionale trovano risposte concrete. La manovra finanziaria non convince appieno. L'Assessore Cicala ha dovuto prendere nuovamente le distanze dal documento. Queste le dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo (Basilicata Casa Comune).
Le entrate previste per il 2026 superano i 230 milioni di euro. Gran parte proviene dal settore petrolifero. Altri 30 milioni derivano dalle risorse idriche. Tuttavia, questi fondi vengono impiegati per coprire squilibri di bilancio. Vengono utilizzati per la spesa corrente. Non sono destinati alla creazione di sviluppo. Mancano investimenti concreti per l'occupazione.
Sanità e sviluppo: nodi irrisolti
Il disavanzo sanitario è sceso da 95 milioni a circa 54 milioni di euro. Questa riduzione è avvenuta tramite artifizi contabili. Il bilancio appare formalmente in equilibrio. Tuttavia, la sua struttura rimane fragile. Il Presidente Bardi, nella sua relazione, ammette implicitamente quanto denunciato da tempo. Le risorse destinate allo sviluppo vengono utilizzate per altre necessità di bilancio. Questo avviene attraverso progetti definiti «fuffa». La verità su questi aspetti continuerà a essere raccontata ai cittadini lucani. Si solleveranno questioni finché non ci sarà piena chiarezza.
La copertura finanziaria è stata ottenuta tramite compensazioni ambientali. Sono state utilizzate operazioni contabili e «ragioneria creativa». Questo ha inciso anche su risorse destinate a Comuni e Province. Una scelta che non risolve le cause dei problemi. Scarica le difficoltà sui territori locali. L'assenza di una strategia energetica è evidente. L'energia è cruciale per gli equilibri geopolitici. È fondamentale per la competitività dei territori. La Basilicata non possiede un piano per la transizione energetica. Manca un modello di autoproduzione pubblica.
Le energie rinnovabili crescono principalmente grazie a investimenti privati. I progetti regionali, come gli impianti fotovoltaici per il servizio idrico, sono fermi. Si interviene con misure temporanee. L'aumento di capitale di 8 milioni di euro per Acquedotto Lucano è stato adottato senza una strategia industriale. Questo avviene nonostante le riserve espresse dai Comuni soci. Essi contestano la legittimità del provvedimento. Criticano l'assenza di un piano credibile di risanamento della società.
Proposte per la regione
La Basilicata continua ad avere il costo del carburante più alto d'Italia. Per questo motivo, si sollecitano il Governo regionale e il governo Meloni. L'obiettivo è istituire una Zona Franca Energetica. In una regione produttrice di petrolio e gas, questa misura garantirebbe equità. Rappresenterebbe un vero sviluppo. Questo bilancio non costruisce il futuro. Si limita a gestire le difficoltà del presente. Il governo regionale si accontenta dell'ordinario. Utilizza ingenti risorse senza migliorare realmente la vita dei lucani. Si continuerà a lavorare per rafforzare l'unità. Si punta a costruire un centrosinistra. Questo offrirà un'alternativa di governo a un centrodestra considerato fallimentare. Il centrodestra dimostra di non avere visione per il futuro della Basilicata.