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La Uil Basilicata chiede un cambio di prospettiva per le aree interne, considerate non più un problema ma una risorsa. Il sindacato propone un piano concreto per lavoro, giovani e sviluppo, criticando il decreto lavoro per le mancate tutele.

Aree interne: non un problema, ma una risorsa

Le aree interne della Basilicata non devono più essere percepite come un mero problema da gestire. Questo è il messaggio forte lanciato da Vincenzo Tortorelli, segretario regionale della Uil Basilicata. Le sue parole sono risuonate a Castelluccio Inferiore (Potenza) al termine della manifestazione del Primo maggio 2026, organizzata da Cgil, Cisl e Uil.

Tortorelli, recentemente riconfermato alla guida della Uil lucana, ha sottolineato l'importanza strategica di questi territori. «Sono il banco di prova della giustizia sociale», ha affermato. Il futuro della Basilicata, secondo il sindacalista, dipende in larga parte da queste zone. Luoghi come Castelluccio Inferiore, la Valle del Mercure, il Lagonegrese, il Pollino e le altre comunità interne non rappresentano margini. Sono, al contrario, «radici, presidio, storia, lavoro, identità, futuro».

Decreto lavoro: passi avanti e criticità

Il segretario della Uil ha espresso un giudizio complessivamente positivo sul decreto lavoro approvato dal Governo. «Segna un primo cambio di passo», ha dichiarato, evidenziando il riconoscimento del salario dignitoso legato ai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. Questo aspetto è cruciale per il sindacato, poiché gli incentivi alle imprese sono ora vincolati proprio a tali contratti.

Tortorelli ha ricordato la proliferazione di «contratti pirata» negli ultimi anni. Questi accordi, spesso stipulati da associazioni datoriali inesistenti e sindacati non rappresentativi, hanno portato a una riduzione di salari e diritti, generando dumping contrattuale. Il riconoscimento del ruolo dei sindacati storici nella definizione delle tutele è quindi un punto di forza del decreto.

Tuttavia, il giudizio positivo non cancella le criticità. «Servirebbero più soldi per i lavoratori», ha insistito Tortorelli. La lotta all'inflazione, il mantenimento del potere d'acquisto e i rinnovi contrattuali richiedono ancora molto lavoro, specialmente sul fronte della contrattazione. L'obiettivo rimane quello di riconoscere e valorizzare i contratti che garantiscono retribuzioni più elevate.

Progetto Basilicata 2026-2030: una piattaforma concreta

La Uil rilancia con forza la sua proposta centrale, emersa dal recente Congresso regionale: un «Progetto Basilicata 2026-2030». Non si tratta di un documento utopico, ma di una «piattaforma concreta». Gli assi portanti di questo progetto includono lavoro, industria, giovani, infrastrutture, sanità, aree interne, energia, digitale, welfare e partecipazione.

Tortorelli ha annunciato che la Uil intende confrontarsi e discutere questo progetto con Cgil e Cisl. La Basilicata, secondo il sindacalista, non ha bisogno di rassegnazione, ma di «coraggio». L'obiettivo è stimolare un dibattito costruttivo per il futuro della regione.

Appelli per il futuro della Basilicata

Concludendo il suo intervento, Vincenzo Tortorelli ha rivolto appelli specifici a diverse categorie. Alle istituzioni, ha chiesto di «scegliere il lavoro». Alle imprese, di «investire sulla qualità, non sullo sfruttamento». Ai giovani, di «non smettere di pretendere futuro». Ai lavoratori e alle lavoratrici, ha assicurato: «Non siete soli».

Infine, un appello alla Basilicata stessa: «Alzati, perché hai ancora tanta strada davanti». La Uil si dichiara pronta a fare la propria parte in questo percorso di rilancio e sviluppo. La fonte di queste dichiarazioni è la manifestazione del Primo maggio 2026 a Castelluccio Inferiore, come riportato da ANSA.

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