La spesa farmaceutica in Basilicata supera gli 11 milioni di euro in dieci mesi, spingendo oltre il 10% dei cittadini a rinunciare alle cure. La Uil chiede un cambio di rotta per garantire il diritto alla salute.
Spesa farmaceutica pro-capite elevata in Basilicata
Nei primi dieci mesi del 2025, i cittadini lucani hanno sostenuto costi farmaceutici diretti per quasi 11 milioni di euro. La media mensile per persona ha raggiunto i 37,9 euro. Questo dato emerge da un'analisi della Uil Basilicata, basata su un report AIFA. Questa situazione economica rappresenta un ostacolo significativo.
Oltre il 10% dei residenti in Basilicata dichiara di rinunciare o rimandare le cure mediche. Le ragioni principali sono i costi elevati e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari. A ciò si aggiungono i noti tempi di attesa prolungati per le prestazioni.
Dati sulle ricette e richieste di aiuto
Nel periodo considerato, da gennaio a ottobre dell'anno scorso, sono state registrate in Basilicata 5,7 milioni di ricette farmaceutiche. Queste hanno portato alla dispensazione di 9 milioni di confezioni di medicinali. Ogni cittadino ha mediamente richiesto 1,1 ricette al mese. Ogni ricetta conteneva in media 1,6 confezioni.
Il costo medio per singola ricetta si è attestato sui 13,5 euro. La Caritas Diocesana di Potenza conferma questa tendenza. Le richieste di aiuto per farmaci e cure mediche sono le più frequenti tra le famiglie in difficoltà economica, subito dopo quelle per il cibo.
La Uil chiede un diritto alla salute pieno
Il segretario della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, ha sottolineato la necessità di un intervento deciso. «Curarsi in Basilicata deve tornare a essere un diritto pieno», ha dichiarato. Non deve più essere una «prova di resistenza» per i cittadini.
Le priorità indicate dalla Uil sono chiare e mirano a migliorare l'accesso ai servizi sanitari. L'obiettivo è rafforzare la prevenzione e ridurre drasticamente le liste d'attesa. Si punta anche a diminuire la mobilità passiva, ovvero i cittadini che si spostano fuori regione per ricevere cure.
Viene inoltre evidenziata l'importanza di potenziare la sanità territoriale. È fondamentale garantire personale qualificato, tecnologie all'avanguardia e servizi efficienti nelle aree interne della regione. Tortorelli ha concluso affermando la necessità di costruire un'integrazione reale tra i servizi sanitari e quelli di assistenza alla persona.
Il diritto alla salute, specialmente in una regione come la Basilicata, si gioca nei piccoli centri. Si valuta la possibilità di curarsi senza dover necessariamente spostarsi. Questo è un punto cruciale per garantire equità e accessibilità a tutti i cittadini.