Consiglieri regionali denunciano l'impiego improprio di fondi destinati a investimenti strategici, utilizzati invece per coprire spese ordinarie. Emergono discrepanze finanziarie significative e ritardi nei progetti.
Uso improprio delle compensazioni ambientali
Le risorse derivanti dallo sfruttamento petrolifero in Basilicata sono state oggetto di un'analisi approfondita. I consiglieri regionali Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, rappresentanti di Basilicata Casa Comune, hanno sollevato serie preoccupazioni. Hanno presentato quattro interrogazioni e due richieste di accesso agli atti a Potenza. Il punto centrale della loro denuncia riguarda l'utilizzo delle cosiddette compensazioni ambientali. Questi fondi, secondo gli accordi, dovrebbero finanziare progetti per il futuro della regione. Invece, vengono impiegati per coprire spese correnti e ordinarie.
I consiglieri hanno sottolineato con forza che «con le risorse del petrolio si dovrebbe costruire futuro, non coprire spese ordinarie». Hanno esaminato nel dettaglio quattro progetti specifici. Questi includono il programma dei servizi territoriali, la Basilicata sostenibile, il progetto Lucas e il bonus gas. Il valore complessivo di questi progetti ammonta a circa 100 milioni di euro. L'analisi ha evidenziato un quadro preoccupante di gestione delle risorse.
Investimenti strategici a rischio
«Abbiamo registrato un uso improprio di queste risorse», hanno dichiarato Chiorazzo e Vizziello. Hanno aggiunto che i fondi sono stati usati «per coprire spesa ordinaria, sottraendole agli investimenti strategici». Questa deviazione di fondi mina la capacità della regione di sviluppare progetti a lungo termine. L'esposizione dei consiglieri ha messo in luce una specifica discrepanza finanziaria. Si tratta di circa 15,6 milioni di euro non giustificati. Questa cifra si riferisce al programma per il rafforzamento dei servizi territoriali. La scheda progettuale originale prevedeva un finanziamento di 34 milioni di euro. Tuttavia, nel bilancio previsionale, la cifra indicata sale a 50 milioni di euro.
Questa differenza di 16 milioni di euro solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla corretta allocazione dei fondi. La mancanza di chiarezza su come questi fondi aggiuntivi siano stati impiegati rappresenta un punto critico nella gestione delle risorse petrolifere. La regione si trova ad affrontare una situazione in cui i fondi destinati allo sviluppo potrebbero essere stati dirottati verso necessità immediate.
Ritardi e costi poco chiari
Un altro progetto sotto la lente d'ingrandimento è 'Basilicata Sostenibile 2028'. Per questo progetto, è emersa una differenza di costo reale di circa 1,2 milioni di euro. La mancanza di trasparenza sui costi effettivi rende difficile valutare l'efficacia dell'iniziativa. Inoltre, il progetto 'Lucas' è oggetto di critiche per i suoi lunghi tempi di attuazione. Questo progetto mira all'analisi, monitoraggio e sorveglianza sanitaria in otto aree a rischio ambientale. Nonostante l'accordo con le compagnie petrolifere sia stato siglato nel 2021, con un versamento di 25 milioni di euro in cinque anni sui 27,5 milioni di costo totale, il progetto stenta a decollare.
L'approvazione del progetto è avvenuta nel 2023, ma l'affidamento dell'attività sanitaria è previsto solo per il 2026. Questa attesa di cinque anni per vedere i risultati concreti è considerata ingiustificabile dai consiglieri. La lentezza nell'implementazione solleva dubbi sulla reale priorità data alla salute ambientale e alla sicurezza dei cittadini nelle aree a rischio.
Bonus gas e propaganda elettorale
L'ultimo capitolo della denuncia riguarda il 'Bonus gas'. Questa iniziativa ha coinvolto circa 70 mila utenze per quanto concerne i conguagli. Sono previsti 15 milioni di euro da recuperare, ma solo 1,3 milioni sono stati effettivamente recuperati fino a settembre dell'anno precedente. I consiglieri hanno definito questa situazione come «una propaganda elettorale che è diventata un debito». La Regione sta chiedendo ai beneficiari la restituzione dei contributi ricevuti. Questo ha generato un danno erariale e una notevole opacità contabile.
Di fronte a queste criticità, Chiorazzo e Vizziello hanno richiesto la convocazione urgente di un tavolo di concertazione. L'obiettivo è verificare gli investimenti effettuati e assicurare il rispetto degli accordi 'no oil'. La situazione evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza e di una gestione più oculata delle risorse pubbliche, soprattutto quelle legate a settori strategici come quello energetico.