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Consiglieri regionali evidenziano un uso improprio dei fondi derivanti dal petrolio in Basilicata. Le risorse destinate agli investimenti strategici sarebbero state impiegate per coprire spese correnti, sollevando dubbi sulla trasparenza e l'efficacia degli impieghi.

Dubbi sull'impiego dei fondi petroliferi

La gestione dei fondi legati alle compensazioni ambientali è sotto la lente d'ingrandimento. L'associazione Basilicata Casa Comune ha presentato quattro interrogazioni formali. Sono state avanzate anche due richieste di accesso agli atti. L'obiettivo è verificare il rispetto degli accordi presi. I consiglieri regionali Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello guidano l'iniziativa. Sottolineano che i proventi del petrolio dovrebbero finanziare il futuro. Non dovrebbero invece coprire le spese ordinarie dell'amministrazione.

Sono stati esaminati quattro progetti specifici. Questi riguardano il programma dei servizi territoriali. Altri progetti analizzati sono 'Basilicata Sostenibile', 'Lucas' e il 'bonus gas'. Il valore complessivo di questi progetti ammonta a circa 100 milioni di euro. I consiglieri esprimono preoccupazione per la destinazione di tali somme.

Uso improprio delle risorse e discrepanze finanziarie

I consiglieri hanno denunciato un «uso improprio di queste risorse». Hanno aggiunto che queste vengono utilizzate per coprire la spesa ordinaria. Questo sottrae fondi preziosi agli investimenti strategici. La relazione evidenzia una discrepanza finanziaria di 15,6 milioni di euro. Questa cifra non risulta giustificata. Riguarda il programma per il rafforzamento dei servizi territoriali. La scheda progettuale prevedeva uno stanziamento di 34 milioni di euro. Tuttavia, il bilancio previsionale ne indica 50 milioni.

Un'altra criticità riguarda il progetto 'Basilicata Sostenibile 2028'. Si segnala una differenza di costo reale non chiara. Questa ammonta a 1,2 milioni di euro. La situazione del progetto 'Lucas' è giudicata ingiustificabile. Questo progetto si occupa di analisi e monitoraggio sanitario in aree a rischio ambientale. Sono trascorsi cinque anni dall'accordo con le compagnie petrolifere. Queste hanno versato 25 milioni di euro in cinque anni. Il costo totale del progetto è di 27,5 milioni. Il progetto è stato approvato nel 2023. L'affidamento delle attività sanitarie è previsto per il 2026.

Il caso 'Bonus gas' e richieste di concertazione

L'ultimo punto sollevato riguarda il 'Bonus gas'. Sono coinvolte circa 70 mila utenze nei conguagli. Si devono recuperare 15 milioni di euro. Solo 1,3 milioni sono stati recuperati fino a settembre dell'anno precedente. I consiglieri definiscono questa situazione una «propaganda elettorale». Questa si è trasformata in un debito per la Regione. Infatti, l'ente chiede ai beneficiari la restituzione dei contributi ricevuti. Si configura un danno erariale. Inoltre, si riscontrano opacità contabili e ricorsi in corso.

Di fronte a queste problematiche, Chiorazzo e Vizziello chiedono la convocazione di un tavolo di concertazione. L'obiettivo è verificare gli investimenti effettuati. Si vuole anche accertare il rispetto degli accordi 'no oil'. La richiesta mira a garantire una gestione trasparente ed efficace delle risorse pubbliche.