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La gestione delle concessioni petrolifere in Basilicata è al centro di un dibattito politico. Il consigliere regionale Piero Lacorazza solleva dubbi su procedure e future autorizzazioni, chiedendo un maggiore coinvolgimento delle parti sociali e del territorio.

Nuove procedure per il petrolio in Basilicata

La situazione legata all'estrazione di petrolio in Basilicata presenta criticità emergenti. Il consigliere regionale Piero Lacorazza, esponente del Partito Democratico, evidenzia come le questioni cruciali stiano diventando sempre più evidenti. La richiesta di proroga per la concessione denominata 'Gorgoglione', accompagnata da una modifica del piano di lavori, non rappresenta una sorpresa. Tali istanze rientrano infatti nei percorsi normativi stabiliti.

Si assiste a una variazione del programma di estrazione, coincidente con la scadenza della concessione nella zona della Val d'Agri. Parallelamente, sono in corso altre procedure. Queste seguono l'approvazione del Pitesai, il piano che disciplina le attività estrattive. Un esempio è il pozzo Monte Grosso, situato nel permesso di ricerca Serra San Bernardo. Questi sviluppi sollevano interrogativi già sollevati in precedenza.

Le risposte fornite dal presidente Bardi e dal ministro Pichetto Fratin si sono concentrate sui limiti di produzione. Hanno affermato che non si supereranno i 154 mila barili giornalieri autorizzati per i centri di trattamento di Viggiano e Corleto. Attualmente, la produzione si attesta intorno al 40% di quanto consentito.

Coinvolgimento del territorio e critiche al governo

Secondo l'analisi di Lacorazza, il dibattito in Basilicata deve necessariamente coinvolgere le parti sociali e il territorio. È fondamentale anche il ruolo del Consiglio regionale, che è stato escluso dal processo di autorizzazione per due distinti permessi di ricerca di gas. Questi permessi sono esterni alle concessioni petrolifere tradizionali, ma interessano comunque il territorio.

Mentre il cosiddetto 'decreto energia' è in fase di conversione al Senato, manca un dialogo costruttivo con il Governo nazionale. Anzi, si avverte la minaccia di un possibile commissariamento della regione. Le concessioni 'Gorgoglione' e 'Viggiano', con i relativi piani di lavoro, scadranno rispettivamente nel 2028 e nel 2029.

Nonostante l'ambizione dichiarata di trasformare la Basilicata in un nuovo 'Qatar', si procede verso un commissariamento. Questo riduce inevitabilmente il peso negoziale della regione. La Basilicata è un'area strategica per la produzione di idrocarburi per l'intero Paese. Paradossalmente, i suoi residenti pagano i carburanti a prezzi più elevati rispetto ad altre zone.

Lacorazza sottolinea la sua consapevolezza delle complessità industriali e del contesto in cui si opera. Per questo motivo, intende evitare semplificazioni demagogiche o populiste. La sua posizione mira a un'analisi approfondita delle dinamiche in gioco, senza cedere a facili slogan.