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Associazione consumatori denuncia presunte speculazioni sui prezzi dei carburanti in Basilicata. Presentato esposto alla Guardia di Finanza per accertare eventuali illeciti e chiedere il sequestro di extra-profitti.

Manovre speculative sui carburanti in Basilicata

L'Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.) della Basilicata ha formalmente segnalato alla Guardia di Finanza presunte manovre speculative sui prezzi dei carburanti. L'associazione sostiene che tali aumenti non riflettano le reali dinamiche di mercato. Si ipotizza che vengano sfruttate tensioni geopolitiche per massimizzare i profitti.

Secondo l'A.Ba.Co., il prezzo del petrolio Brent ha registrato un forte aumento tra fine febbraio e inizio marzo 2026. Nonostante una rapida correzione dei prezzi internazionali, i costi alla pompa in Italia sono rimasti elevati. Questa discrepanza suggerirebbe che i prezzi attuali non riflettano il costo effettivo del carburante acquistato a prezzi inferiori.

Accuse agli operatori e al decreto accise

L'esposto mira ai principali attori della filiera dei carburanti. Tra questi figurano Eni S.p.A., Gruppo API/IP e Kuwait Petroleum Italia. L'associazione li accusa di aver aumentato i prezzi immediatamente. Questo sarebbe avvenuto senza attendere l'esaurimento delle scorte acquistate a costi inferiori.

Viene inoltre sollevata una critica sull'applicazione del Decreto Legge n. 33/2026. L'A.Ba.Co. rileva che il taglio delle accise di circa 25 centesimi al litro non si è tradotto in una riduzione equivalente dei prezzi al consumo. Si ipotizza che il beneficio fiscale sia stato assorbito dalle compagnie per mantenere alti i margini di guadagno.

Richieste all'autorità giudiziaria

L'associazione ipotizza la violazione degli articoli 501 e 501-bis del codice penale. Questi riguardano il rialzo fraudolento dei prezzi e le speculazioni su beni di prima necessità. L'esposto chiede alla Guardia di Finanza di disporre il sequestro dei documenti contabili. Si richiede anche il sequestro degli extra-profitti accumulati dagli operatori negli ultimi sei mesi.

L'istanza include la richiesta di accertamenti ispettivi urgenti. Questi dovrebbero svolgersi presso i depositi fiscali. L'obiettivo è verificare la data di acquisto delle scorte di carburante. Si vuole anche riscontrare la correttezza dei listini applicati rispetto alle quotazioni internazionali del greggio.

Ruolo degli organi di vigilanza

L'esposto richiama anche l'attenzione sulla presunta inerzia degli organi di vigilanza. Tra questi vengono citati il Garante per la Sorveglianza dei Prezzi, l'AGCM e l'ARERA. L'associazione sostiene che questi enti avrebbero omesso i necessari controlli. Ciò avrebbe permesso che il rischio geopolitico venisse interamente trasferito sui consumatori finali.

L'iniziativa dell'A.Ba.Co. mira a fare chiarezza sulla formazione dei prezzi dei carburanti in un periodo di instabilità. Si cerca di tutelare i diritti dei cittadini e delle imprese della Basilicata.

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