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La Basilicata affronta una grave carenza nella gestione delle risorse idriche, alternando siccità e alluvioni senza piani efficaci. Gli agricoltori chiedono trasparenza e pianificazione immediata.

Criticità nella gestione idrica lucana

Il Coordinamento Agricoltori Basilicata solleva un'accusa forte. Manca una gestione unitaria dell'acqua in regione. Si alternano periodi di siccità estrema a eventi alluvionali intensi. Questi eventi estremi si verificano nello stesso anno. Molti convegni sulla resilienza si sono tenuti. Tali incontri sono avvenuti in contesti formali. I partecipanti provenivano da ambienti distanti dal lavoro nei campi.

L'estate precedente ha visto una siccità drammatica. I terreni sono apparsi arsi. Gli animali hanno sofferto la mancanza d'acqua. Molte aziende agricole hanno subito gravi perdite economiche. Si è parlato di emergenza idrica. Sono state pronunciate parole chiave come resilienza e futuro. Queste dichiarazioni sono state fatte in sedi autorevoli. Sono state pronunciate da persone influenti.

Spreco d'acqua e mancata pianificazione

Attualmente, la regione sta affrontando piogge intense. Si registrano allagamenti diffusi. Si verificano frane e smottamenti. Alcune arterie stradali sono diventate impraticabili. Contemporaneamente, si è proceduto all'apertura degli scarichi di alcune dighe. Quest'acqua, preziosa durante la siccità estiva, viene dispersa. Il mare riceve un flusso d'acqua che poteva essere conservato. Questo accade nuovamente, evidenziando un problema di gestione.

La situazione non è un capriccio naturale. Rappresenta un fallimento nella pianificazione. La Basilicata possiede alcuni dei più grandi bacini idrici italiani. Questo patrimonio idrico è invidiato da molte altre regioni. Nonostante ciò, ci si comporta come se l'acqua fosse un problema insormontabile. Viene percepita come eccessiva o insufficiente. Mai come una risorsa da gestire con oculatezza. I convegni sulla resilienza non hanno ancora offerto soluzioni concrete.

Domande degli agricoltori e richieste

Gli agricoltori non si definiscono tecnici. Si considerano imprenditori e cittadini. Svolgono un lavoro quotidiano. Si alzano presto, coltivano la terra e pagano le tasse. Affrontano le conseguenze economiche della siccità e delle piogge. Non vedono raccolti quando manca l'acqua. Subiscono danni quando piove troppo. Hanno il diritto di porre domande fondamentali. Chi è responsabile della gestione degli invasi idrici? Quali criteri guidano le decisioni sull'apertura degli scarichi? Esiste un piano che integri il rischio idrogeologico con le necessità idriche? Queste domande richiedono risposte chiare e trasparenti.

La richiesta principale è univoca. Si auspica una gestione seria, pianificata e pubblica della risorsa idrica. Gli agricoltori si dichiarano disponibili al dialogo. Sono pronti a confrontarsi con la Regione. Sono aperti al confronto con l'Autorità di Bacino e i gestori degli invasi. Preferiscono però un confronto sui territori. Non vogliono partecipare a convegni lontani dalla realtà operativa. Le loro parole potrebbero sembrare semplici lamentele. Tuttavia, esprimono una realtà visibile a tutti. Una realtà che necessita di essere affrontata concretamente.

Appello per una Pasqua di rinascita

Il comunicato si conclude con un augurio. Si auspica una Pasqua di pace e rinascita. Questo augurio è rivolto alle persone e alla terra lucana. La speranza è che questa Pasqua segni l'inizio di un nuovo approccio. Un approccio che metta al centro la gestione sostenibile delle risorse. Una gestione che garantisca un futuro più sicuro per l'agricoltura e per l'intera regione.