Il consigliere regionale Piero Lacorazza del PD contesta duramente il piano sanitario regionale della Basilicata. Lo definisce inadeguato e scollegato dalle reali necessità dei cittadini, sollevando dubbi sulla sua reale attuazione e trasparenza.
Critiche al piano sanitario regionale
Le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Sanità sono state definite «imbarazzanti». A parlare è stato il capogruppo del Partito Democratico, Piero Lacorazza. La sua critica si concentra sulla proposta di Piano Sanitario Regionale. Questo documento, secondo Lacorazza, non affronterebbe le questioni centrali del dibattito attuale. Inoltre, non rifletterebbe la situazione reale della Basilicata.
Lacorazza sostiene che le parole dell'assessore siano un'ammissione di fallimento. Esse smentirebbero affermazioni precedenti. Viene citata una frase dell'assessore: «Al centro della riunione il piano di riorganizzazione dell'assistenza sanitaria di prossimità, affrontato con una visione condivisa e orientata alla tutela dei cittadini».
Dubbi sulla trasparenza e attuazione
Il consigliere dem solleva interrogativi sulla reale esistenza di questo «piano». Chiede perché sia stato sottratto al Consiglio regionale. La giustificazione addotta sarebbe stata la ratifica di una delibera di Giunta. Questa delibera recepisce il Decreto Ministeriale 77/2022. Lacorazza si chiede perché non sia stato promosso un confronto aperto. Il confronto avrebbe dovuto coinvolgere il Consiglio, le comunità locali, gli amministratori, i soggetti sociali, le associazioni di categoria e i sindacati. Questo, riguardo alla delibera 600/2024, presentata come riforma della medicina territoriale.
Inoltre, si domanda perché solo in data odierna si discuta di questo «piano» tra amministratori e governo regionale. La tempistica appare sospetta, secondo il capogruppo del PD.
La scadenza del 31 maggio e le accuse
Un altro punto sollevato da Lacorazza riguarda la dichiarazione dell'assessore Latronico sulla scadenza del 31 maggio. In quella data, le Case di Comunità saranno soggette a verifica ispettiva. L'assessore avrebbe affermato: «Superato questo passaggio normativo obbligatorio, l'obiettivo è definire insieme ai territori un modello di gestione sostenibile e su misura».
Per Lacorazza, questa frase rappresenta un riconoscimento del «Facimm ammuina». Tradotto, significa che le azioni intraprese non mirano a migliorare la sanità. L'obiettivo sarebbe stato solo quello di spendere fondi. Dopo la verifica tecnica, si prevede di fare «un'altra cosa». La domanda che sorge spontanea è se si stia prendendo in giro gli ispettori, gli amministratori locali o i cittadini.
La critica si concentra sulla mancanza di un piano concreto e condiviso. Viene messa in dubbio la trasparenza del processo decisionale. Si paventa il rischio che le azioni siano più orientate alla gestione delle risorse che al miglioramento effettivo dei servizi sanitari territoriali.
Domande e Risposte
Cosa contesta Piero Lacorazza al piano sanitario regionale della Basilicata?
Piero Lacorazza contesta che il piano sanitario regionale della Basilicata non affronti le questioni centrali del dibattito attuale. Lo definisce scollegato dalla realtà regionale e sospetta che le azioni intraprese siano più volte a spendere fondi che a migliorare i servizi.
Quali sono i principali dubbi sollevati riguardo alla trasparenza del piano?
I dubbi riguardano la sottrazione del piano al Consiglio regionale, la mancanza di un confronto aperto con le comunità e le parti sociali, e la tempistica delle discussioni. Viene anche criticata la gestione della scadenza del 31 maggio relativa alle Case di Comunità.