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La 'fornitura ponte' di energia a prezzo calmierato per l'Acquedotto Lucano è terminata. Il consigliere regionale Angelo Chiorazzo denuncia il fallimento del 'bonus acqua', evidenziando l'assenza di impianti fotovoltaici promessi e bollette in aumento.

Critiche al bonus acqua in Basilicata

La scadenza del 31 marzo segna la fine della cosiddetta 'fornitura ponte'. Questa prevedeva energia a prezzo calmierato per l'Acquedotto Lucano. L'accordo era tra Eni, la Regione Basilicata e l'ente idrico. Ora sorge una domanda cruciale: quanto sta pagando l'Acquedotto Lucano per l'energia? E chi si assume la responsabilità di questo insuccesso?

A sollevare questi interrogativi è Angelo Chiorazzo. È il vicepresidente del Consiglio regionale lucano, esponente di Basilicata Casa Comune. La sua nota stampa evidenzia un quadro preoccupante. Le promesse di risparmio si sono rivelate vane. La situazione attuale mostra bollette sempre più salate per i cittadini.

Promesse non mantenute sugli impianti fotovoltaici

Due anni fa, il governo regionale guidato da Bardi aveva annunciato con enfasi. Si parlava di uno sconto in bolletta. Questo grazie alla realizzazione di tre impianti fotovoltaici. L'allora assessore all'ambiente, Cosimo Latronico, era in prima linea. Oggi, la realtà è ben diversa. Non esiste alcun impianto realizzato.

Di conseguenza, non ci sono stati risparmi sui costi energetici. Anzi, le bollette sono aumentate. Chiorazzo definisce la situazione una «ennesima presa in giro». Parla di un fallimento politico e amministrativo. Non ci sono attenuanti per chi ha gestito questa vicenda.

Il consigliere invita Latronico a spiegare pubblicamente. Chiede un video o un annuncio. Dovrebbe farlo davanti a uno degli impianti mai costruiti. Deve chiarire gli accordi con Eni. Deve spiegare i costi effettivi dell'energia per le bollette dell'acqua. E soprattutto, perché le promesse sono rimaste solo propaganda.

Declino progettuale e amministrativo in regione

Chiorazzo sottolinea un ulteriore aspetto critico. Il governo regionale sembra incapace di promuovere uno sviluppo autentico. Questo avviene soprattutto nel settore non petrolifero. Si arriva persino a farsi anticipare risorse dalle compagnie petrolifere. Tali anticipi servono a coprire deficit di bilancio.

Questi deficit riguardano anche la sanità. Vengono finanziati interventi senza una visione chiara. Questo è un chiaro segnale di declino. Si tratta di un declino sia progettuale che amministrativo. La situazione è evidente e richiede un'analisi approfondita.

È necessaria trasparenza sui costi dell'energia per l'Acquedotto Lucano. Occorre fare chiarezza sulle responsabilità di questo fallimento. I cittadini lucani meritano risposte concrete. Non meritano ulteriori promesse non mantenute. La conclusione del consigliere è netta: «I lucani meritano risposte, non altri pesci d'aprile».

Domande frequenti

Cosa prevedeva la 'fornitura ponte' di energia in Basilicata?

Quali sono le responsabilità politiche del fallimento del 'bonus acqua' secondo Angelo Chiorazzo?