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Consiglieri regionali della Basilicata chiedono al presidente Bardi di chiarire la posizione della regione sull'autonomia differenziata. Si teme un aumento delle disuguaglianze, specialmente nel settore sanitario, con potenziali impatti negativi sul Mezzogiorno.

Dubbi sull'autonomia differenziata in sanità

Due consiglieri regionali, Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello, hanno sollevato interrogativi precisi. Hanno chiesto quale sia stata la posizione ufficiale della Regione Basilicata. Questo riguarda le intese preliminari siglate dal Governo. Tali accordi sono stati approvati dalla Conferenza Unificata. Hanno ricevuto parere favorevole nonostante il dissenso di altre regioni.

Le regioni che hanno espresso voto contrario sono Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Sardegna, Puglia e Campania. I consiglieri hanno sottolineato un punto cruciale. Le intese riconoscono maggiore autonomia in materie specifiche. Tra queste, spicca quella estremamente delicata della sanità.

Aumento delle disuguaglianze e impatto sanitario

I consiglieri hanno espresso preoccupazione. Hanno evidenziato che il presidente Bardi non ha ancora comunicato l'orientamento della regione. Queste intese preliminari rischiano di amplificare le disuguaglianze. Si tratta di disparità già difficili da sopportare.

Le quattro regioni del Nord potranno gestire in modo autonomo gli investimenti. Questo riguarda il patrimonio edilizio e tecnologico delle loro aziende sanitarie e ospedaliere. Potranno offrire prestazioni aggiuntive agli utenti. Ciò avverrà tramite fondi sanitari integrativi. Queste prestazioni andranno oltre i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) attuali.

Impatto negativo sul Mezzogiorno e sulla Basilicata

L'impatto di queste pre-intese con le regioni settentrionali è potenzialmente dirompente. Colpisce in modo particolare il Mezzogiorno d'Italia. La Basilicata rischia di subirne le conseguenze più gravi.

Si teme un ulteriore incremento del flusso migratorio di pazienti. Questi si sposterebbero dal Sud verso il Nord Italia. Si acuirebbero inoltre le difficoltà di bilancio per regioni come la nostra. La Basilicata registra già un saldo negativo nella mobilità sanitaria interregionale. Questo deficit ammonta a circa ottanta milioni di euro ogni anno.

I consiglieri Chiorazzo e Vizziello hanno concluso ribadendo la gravità della situazione. La gestione autonoma di investimenti e prestazioni sanitarie nel Nord potrebbe creare un divario incolmabile con il Sud.

La richiesta di trasparenza è quindi fondamentale. I cittadini lucani meritano di conoscere la posizione della propria regione. Soprattutto quando si tratta di un diritto fondamentale come la salute. La gestione delle risorse sanitarie è un tema centrale per il futuro del territorio.

Le intese sull'autonomia differenziata toccano aspetti nevralgici. La sanità è solo uno degli ambiti. Altri settori potrebbero essere interessati da nuove forme di gestione. Questo solleva interrogativi sulla coesione nazionale. E sulla capacità dello Stato di garantire servizi uniformi su tutto il territorio.

La Basilicata, come altre regioni del Sud, si trova a dover affrontare sfide significative. La disparità di risorse e opportunità è un problema storico. L'autonomia differenziata rischia di esacerbare ulteriormente queste differenze. La posizione della regione in merito è quindi di primaria importanza.

I consiglieri hanno espresso la loro preoccupazione in modo chiaro. Hanno chiesto risposte concrete. La trasparenza nella comunicazione delle decisioni politiche è essenziale. Soprattutto quando queste decisioni hanno un impatto diretto sulla vita dei cittadini. La salute pubblica non può essere soggetta a disparità territoriali.

La mobilità sanitaria negativa rappresenta già un fardello economico. L'autonomia differenziata potrebbe peggiorare ulteriormente questa situazione. Creando un sistema a due velocità. Uno per le regioni più ricche e uno per quelle in difficoltà.

La richiesta di chiarimenti da parte di Chiorazzo e Vizziello è un segnale importante. Sottolinea la necessità di un dibattito pubblico informato. E di decisioni politiche che tutelino l'equità e la coesione sociale.