L'artigianato in Friuli Venezia Giulia mostra una notevole vitalità, con migliaia di nuove imprese fondate nel 2025. Un dato chiave è la crescente partecipazione giovanile, con un terzo delle nuove attività guidate da under 35. Questo dinamismo è stato celebrato in occasione della festa di San Giuseppe Artigiano, un evento che ha anche ricordato il 50° anniversario del terremoto del 1976.
Artigianato friulano: un settore in crescita
Il settore artigiano del Friuli Venezia Giulia sta vivendo un momento di forte ripresa. Nel corso del 2025, sono state avviate ben 1.957 nuove imprese artigiane. Questo dato conferma una tendenza positiva che vede un saldo favorevole tra aperture e chiusure di attività. Tale crescita si protrae ormai da circa due anni, dimostrando la solidità e la capacità di adattamento del comparto.
Un aspetto particolarmente incoraggiante è il ricambio generazionale. Le statistiche rivelano che una nuova impresa artigiana su tre è oggi guidata da giovani. Questo dato sottolinea un rinnovato interesse verso i mestieri tradizionali, reinterpretati con un occhio attento alle nuove tecnologie e alle esigenze del mercato contemporaneo.
La vitalità del settore è stata celebrata durante la festa di San Giuseppe Artigiano. L'evento, organizzato da Confartigianato Imprese Udine, ha assunto un significato speciale quest'anno. La ricorrenza cadeva infatti in concomitanza con il 50° anniversario del devastante terremoto che colpì il Friuli nel 1976.
La scelta della sede per la celebrazione non è stata casuale. L'associazione ha scelto l'Isis D’Aronco di Gemona, una località profondamente segnata dal sisma. L'evento si è trasformato in un'occasione per premiare 26 eccellenze artigiane del territorio. Questa cerimonia ha rappresentato un ideale passaggio di testimone tra i maestri artigiani del passato e i professionisti che plasmeranno il futuro del settore.
Memoria e futuro: l'artigianato tra sfide e opportunità
Il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti, ha sottolineato la duplice importanza del luogo scelto per la celebrazione. «Siamo in luoghi doppiamente significativi», ha dichiarato Tilatti. Gemona, infatti, è considerata la città simbolo della resilienza e dell'operosità degli artigiani friulani. Cinquant'anni fa, questi stessi artigiani furono in prima linea nel soccorso e nella ricostruzione dopo le scosse.
Oggi, essere presenti in una scuola come l'Isis D’Aronco, secondo Tilatti, significa guardare avanti. «È qui che si costruisce la risposta alle sfide geopolitiche e tecnologiche del presente», ha affermato. La scuola rappresenta il luogo dove si formano le nuove generazioni, pronte ad affrontare un mondo in rapida evoluzione.
Il presidente ha anche rivolto un pensiero agli scenari internazionali. Con un accorato appello, ha chiesto la fine delle ostilità in Medio Oriente. «Cessi la guerra in Iran», ha implorato. «Questo conflitto danneggia tutti, colpendo duramente il settore artigiano attraverso l'impennata dei costi energetici. Abbiamo bisogno di pace per continuare a costruire futuro».
L'intervento di Tilatti evidenzia come le crisi globali abbiano un impatto diretto sull'economia locale, in particolare sui costi delle materie prime e dell'energia, fondamentali per molte attività artigianali. La stabilità internazionale è vista come un prerequisito essenziale per la prosperità economica.
Innovazione e Intelligenza Artificiale al servizio dell'artigianato
Il tema dell'innovazione è stato centrale durante gli interventi. Il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, ha definito le botteghe artigiane come «la prima Università del saper fare». Ha però anche evidenziato come l'Intelligenza Artificiale (IA) non debba essere vista come una minaccia.
«L’IA può potenziare il nostro lavoro», ha spiegato Granelli, «ma solo se fondata sui nostri valori: coraggio e solidarietà». Questo messaggio sottolinea la necessità di integrare le nuove tecnologie in modo etico e consapevole, mantenendo al centro le competenze umane e i principi fondamentali che hanno sempre guidato il mondo artigiano.
Queste considerazioni sono state condivise anche dai rappresentanti delle istituzioni regionali. L'assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e l'assessore alle Finanze, Barbara Zilli, hanno confermato l'impegno della Regione a sostegno del comparto. Hanno ricordato che l'artigianato rappresenta una fetta importante dell'economia friulana.
Attualmente, in Friuli Venezia Giulia operano 27.704 imprese artigiane. Queste costituiscono il 32% del tessuto imprenditoriale totale della regione. Il settore impiega oltre 70mila addetti, con una concentrazione significativa nelle province di Udine e Pordenone, dove si trova il 74% degli occupati.
L'artigiano: un presidio sociale e un baluardo contro la delocalizzazione
Oltre ai dati economici, è emerso con forza il ruolo sociale insostituibile dell'artigiano sul territorio. Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha sottolineato come l'impresa artigiana sia «sinonimo di benessere e sicurezza nei nostri paesi».
«L'artigiano non delocalizza, resta radicato nel territorio», ha affermato Da Pozzo. Questa caratteristica rende gli artigiani un presidio fondamentale per la vitalità delle comunità locali, contribuendo a mantenere vive le tradizioni e a creare occupazione stabile.
Tra i 26 artigiani premiati, spicca la storia di Giovanni Roncastri. Titolare di un'officina meccanica a Gemona, la sua attività è attiva dal 1933. La sua impresa è un simbolo di continuità e resilienza, capace di attraversare le macerie del terremoto del 1976 e le successive crisi economiche globali.
La sua testimonianza, come quella di altri premiati, incarna la capacità del settore di reinventarsi senza perdere la propria identità. Questi artigiani rappresentano la memoria storica del Friuli e, al contempo, la spinta verso l'innovazione.
I numeri di una rinascita: confronto con il passato
Il confronto con i dati storici rende ancora più evidente la tenuta e la capacità di recupero del settore artigiano friulano. Alla fine del 1975, poco prima del sisma, le imprese artigiane attive erano circa 29mila, di cui 14mila concentrate nella sola provincia di Udine.
Il terremoto del 1976 ebbe un impatto devastante: distrusse 450 imprese e ne danneggiò gravemente altre 2.800. Nonostante questa tragedia, il settore ha saputo rialzarsi.
Mezzo secolo dopo, con quasi 28mila realtà operative, l'artigianato friulano ha completato non solo la ricostruzione fisica, ma anche quella economica. Presentandosi al 2026, il comparto si configura come una «struttura portante» dell'economia regionale. È pronto ad affrontare le sfide future, come la transizione energetica e la digitalizzazione intelligente, dimostrando una notevole capacità di adattamento e visione strategica.
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