Un uomo di 45 anni, proveniente da Napoli, è stato arrestato a Mapello dopo aver rubato gioielli e denaro per oltre 13.000 euro a un'anziana. L'uomo, fermato a Treviglio, ha confessato il furto, giustificandolo con difficoltà economiche.
Furto con raggiro a Mapello
Un ingente furto è stato perpetrato ai danni di una donna di 73 anni a Mapello. Il bottino ammonta a oltre 13.000 euro tra preziosi e denaro contante. I carabinieri hanno fermato un uomo di 45 anni, originario di Napoli, con l'accusa di furto aggravato.
L'arresto è avvenuto poche ore dopo il colpo. L'uomo è stato intercettato mentre cercava di allontanarsi dalla provincia. Al momento del controllo, era ancora in possesso di tutta la refurtiva. La merce rubata è stata prontamente restituita alla legittima proprietaria.
Truffa del finto carabiniere
L'episodio si inserisce in una serie di tentativi di truffa segnalati nella stessa giornata. Le segnalazioni provenivano da diversi comuni della zona, inclusi Ambivere e Ponte San Pietro. I carabinieri avevano intensificato i controlli sul territorio proprio a causa di questi allarmi.
La vittima, una 73enne di Mapello, ha denunciato di essere stata appena derubata. La dinamica del raggiro segue uno schema ormai consolidato. Un sedicente carabiniere contatta telefonicamente la vittima. La informa di un'indagine in corso su un presunto furto.
Annuncia l'arrivo di un collega. Questo presunto collega dovrebbe verificare la presenza di oggetti preziosi sospetti in casa. Poco dopo, il malvivente si presenta effettivamente all'abitazione. Si qualifica come militare in servizio a Treviglio.
Convincente raggiro e rapida cattura
Con modi affabili, induce la donna a consegnargli denaro e gioielli. Li richiede per presunti controlli di routine. Approfittando di un momento di distrazione, l'uomo si impossessa rapidamente del bottino. Il valore dei monili d'oro si aggira sui 10.000 euro. A ciò si aggiungono 3.180 euro in contanti.
La rapidità dell'intervento dei carabinieri è stata fondamentale. Il riferimento alla caserma di Treviglio ha indirizzato le ricerche. Gli agenti hanno concentrato l'attenzione sulla Bassa Bergamasca. L'uomo è stato individuato alla stazione ferroviaria di Treviglio.
Corrispondeva alla descrizione fornita dalla vittima. È stato fermato e perquisito. Nello zaino, gli agenti hanno rinvenuto l'intera refurtiva. L'operazione si è conclusa con il suo arresto.
Confessione e domiciliari
Davanti al giudice, il 45enne ha ammesso le proprie responsabilità. Ha espresso rammarico per il suo gesto. «Mi vergogno», ha dichiarato, definendo l'azione una «stupidaggine». Ha affermato di aver agito per la prima volta. Ha spiegato di attraversare un periodo di difficoltà personali.
È senza lavoro da circa due mesi. Secondo la sua versione, sarebbe stato contattato alla stazione di Napoli da persone sconosciute. Queste gli avrebbero proposto un guadagno facile. Gli avrebbero fornito un telefono e le istruzioni da seguire.
Il piano prevedeva di raggiungere Bergamo in treno. L'uomo avrebbe agito sotto la guida telefonica di un complice. Questo complice, noto come il «telefonista», è rimasto in contatto con la vittima durante la truffa. L'obiettivo finale era rientrare a Napoli con il bottino.
L'uomo, nonostante la sua dichiarazione di essere alla prima esperienza, risulta avere precedenti specifici. Tra questi, anche la simulazione di reato. Il giudice ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari. È stato applicato anche il braccialetto elettronico. La decisione ha parzialmente accolto la richiesta della difesa. L'avvocato Antonio Di Giorgio si era opposto alla custodia cautelare in carcere.