La quinta edizione del premio 'Paola Bora' ha premiato due tesi di laurea magistrale e dottorato incentrate sugli studi di genere. L'evento, tenutosi a Pisa, ha visto la partecipazione di numerose università e ha sottolineato l'importanza di questi ambiti di ricerca.
Premio Paola Bora celebra studi di genere
La cerimonia di premiazione si è svolta il 27 marzo presso la Scuola Normale Superiore. È stata la quinta edizione del riconoscimento 'Paola Bora'. Il premio è dedicato a tesi di laurea e dottorato. Si concentra su filosofia, storia, antropologia e letteratura. L'associazione Casa della donna promuove l'iniziativa. Le figlie e sorelle di Paola Bora la sostengono dal 2020. Anche i Comitati unici di garanzia partecipano. Questi provengono dalla Scuola Normale Superiore e dall'Università di Pisa. Si aggiungono la Scuola Superiore Sant'Anna. Quest'anno è entrata la Scuola IMT Alti Studi di Lucca. Il patrocinio arriva da importanti società scientifiche. Tra queste la Società italiana delle storiche. C'è anche la Società delle Letterate. E la Società italiana per le donne in filosofia. Supportano l'evento anche la Provincia di Pisa e la Regione Toscana.
Memoria di Paola Bora e studi innovativi
Il premio intende onorare la figura di Paola Bora. Era sia una studiosa che presidente della Casa della donna. Ha guidato l'associazione fino alla sua scomparsa nel 2015. Paola Bora ha insegnato antropologia filosofica. Lo ha fatto alla Scuola Normale Superiore. Ha anche tenuto corsi di antropologia di genere. Questo all'Università di Pisa. Due studiose hanno vinto questa edizione. Si tratta di Martina Gori e Valentina Vergottini. Martina Gori ha presentato una tesi di laurea magistrale. Riguarda la letteratura. È stata discussa all'Università di Bologna. Il titolo è 'Lesbians and Stone Butches: problematizing the concept of female masculinity in Leslie Feinberg's Stone Butch Blues'.
Valentina Vergottini ha invece proposto una tesi di dottorato. L'ambito è l'antropologia. È stata discussa all'Università di Roma Tre. La sua ricerca si intitola 'Paradossi riproduttivi? Un'antropologia critica dell'umanitario e dell'empowerment femminile nel Benin meridionale'. La commissione del premio ha lodato le tesi. Era composta da studiose di quattro atenei. E di tre società scientifiche. Le vincitrici si sono distinte per originalità. Hanno offerto un contributo innovativo agli studi di genere. Il riconoscimento ha anche un valore economico. La migliore tesi di dottorato riceve 6mila euro. La migliore tesi di laurea magistrale ottiene 3mila euro.
Successo e partecipazione al premio
Ketty De Pasquale, presidente della Casa della donna, ha espresso gioia. Ha sottolineato l'unicità del premio. Nasce da una collaborazione inedita. Coinvolge un'associazione femminista. Quattro università. Tre società scientifiche. Due enti locali. Il premio valorizza gli studi di genere da cinque anni. Copre ben quattro discipline. È un ambito fondamentale. Mira a costruire una società più equa. E rispettosa delle differenze. La quinta edizione ha visto un'alta partecipazione. Sono state candidate 86 tesi. Di queste, 65 erano di laurea magistrale. E 21 di dottorato. Le tesi provengono da tutta Italia.
L'Università di Bologna si conferma l'ateneo con più candidature. Segue l'Università di Roma. Poi Pisa, Torino, Milano, Siena, Firenze, Macerata e Padova. La partecipazione delle università del Sud Italia è minore. Tuttavia, sono state presentate tesi da Napoli, Bari, Cagliari, Cosenza, Palermo e Catania. Tra le discipline, storia e letteratura hanno registrato più tesi. Seguono filosofia e antropologia. Dal 2020 sono state presentate 360 tesi in totale. La media annuale è di 72. La commissione scientifica ha notato l'alto livello qualitativo. Molte tesi mostrano solide basi teoriche. Affrontano studi di genere, femministi, LGBTQ+ e decoloniali. C'è attenzione agli sviluppi recenti. E una forte propensione alla multidisciplinarietà. La commissione era composta da: Daniela Chironi e Laura Cremonesi (Scuola Normale Superiore). Annalisa Andreoni, Caterina Di Pasquale e Maya De Leo (Università di Pisa). Federica Merenda (Scuola Superiore Sant’Anna). Lida Bertelli (IMT Lucca). Valeria Gennero e Nadia Setti (Società Italiana delle Letterate). Barbara Montesi e Manoela Patti (Società Italiana delle Storiche). Irene Binini e Raffaella Petrilli (Società italiana per le donne in filosofia). La registrazione della cerimonia è disponibile sul canale YouTube della Scuola Normale Superiore.