La Galleria Ricci Oddi di Piacenza riapre al pubblico con un volto completamente rinnovato. Dopo un'accurata opera di restauro, 22 sale espositive sono state riqualificate per esaltare le caratteristiche architettoniche originali e la preziosa collezione.
Riqualificazione architettonica e museale
La Galleria d'arte moderna Ricci Oddi a Piacenza ha completato un significativo ciclo di lavori. L'obiettivo era ripristinare le peculiarità architettoniche originali degli spazi. Questi ambienti sono stati concepiti per dialogare con la collezione di Giuseppe Ricci Oddi. Il collezionista trasformò la sua raccolta privata in un museo accessibile nel 1931. L'edificio, progettato dall'architetto Giulio Ulisse Arata, rappresenta un esempio pionieristico. Fu costruito appositamente per ospitare arte moderna, una rarità nel primo Novecento italiano.
Il progetto di restauro ha interessato un'area di oltre 1.000 metri quadrati. Tutte le 22 sale espositive sono state oggetto di intervento. Per celebrare questa rinascita, la Galleria offrirà accesso gratuito. L'apertura straordinaria è prevista dal 28 aprile fino a domenica 3 maggio 2026. Questa iniziativa include anche il giorno del Primo maggio.
Un patrimonio valorizzato per la città
La sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, ha espresso soddisfazione per l'intervento. «Viene valorizzato ancora di più patrimonio che appartiene alla città», ha dichiarato. Il presidente della Ricci Oddi, Massimo Toscani, ha evidenziato il ruolo dei mecenati. Il loro sostegno è «segno vivo e tangibile di una illuminata collettività piacentina». Questa comunità, secondo Toscani, si identifica e si riappropria della Galleria.
La direttrice della Galleria, Lucia Pini, ha delineato le direttrici principali del lavoro. «Valorizzare l'importanza della raccolta dando respiro alle opere», ha spiegato. Altro obiettivo fondamentale è stato «restituire bellezza e armonia alla stupenda architettura di Giulio Ulisse Arata». Questo per far emergere il «serrato dialogo tra collezione ed edificio». Tale interazione rappresenta uno dei punti di forza della Ricci Oddi.
Opere iconiche e storie da scoprire
Tra i tesori conservati nella Galleria spicca il Ritratto di signora. Quest'opera, realizzata da Gustav Klimt tra il 1916 e il 1917, ha una storia avvincente. È stata al centro di eventi che hanno segnato profondamente il museo. Tra questi, la scoperta del Ritratto di ragazza sottostante. Non si può dimenticare il furto avvenuto nel 1997 e il suo misterioso ritrovamento nel 2019.
Accanto al capolavoro di Klimt, la collezione vanta altre opere di rilievo. Tra queste figurano lavori fondamentali di artisti come Giuseppe Pellizza da Volpedo con Il roveto (circa 1900-1902). Non mancano creazioni di Medardo Rosso (Ecce Puer, 1906), Amedeo Bocchi (La colazione del mattino, 1919), Felice Casorati (Donne in barca, 1933), Felice Carena (Quiete, 1921) e Federico Zandomeneghi (Place d'Anvers, 1880).