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Un cittadino italiano arrestato in Vietnam potrebbe presto tornare in Italia grazie a un trattato ratificato dal Parlamento. La speranza è di rivederlo a casa per le festività.

Trattato Italia-Vietnam per trasferimento detenuti

Un importante passo avanti è stato compiuto per il possibile rientro in Italia di un cittadino pesarese detenuto in Vietnam. Il Parlamento ha infatti ratificato un accordo bilaterale. Questo trattato riguarda il trasferimento dei detenuti tra i due Paesi. L'intesa era stata siglata nel 2023. Le autorità vietnamite avevano già dato la loro approvazione ad Hanoi.

La notizia è stata resa nota durante una conferenza stampa tenutasi a Pesaro. All'incontro erano presenti i familiari del giovane. C'erano anche i suoi genitori, Giorgio Mancini ed Emanuela Paoletti. Presenti anche la zia Francesca Mancini. Hanno partecipato anche l'avvocata di fiducia della famiglia, Eleonora Barbieri. Era presente anche Elia Rossi, commissario provinciale di Forza Italia.

Dettagli sul caso e speranze di rientro

Il giovane in questione, Marco Mancini, ha 32 anni. È originario di Pesaro. Non ha precedenti penali. Si trova in detenzione dal novembre 2025. Il suo arresto è avvenuto durante un prolungato soggiorno in Vietnam. L'accusa riguarda un pacco contenente circa 15 grammi di cocaina. La sostanza era spedita dal Regno Unito. Le autorità vietnamite l'hanno intercettato a Da Nang. È stato condannato a sei anni di reclusione. Dopo che la sentenza è diventata definitiva, è stato trasferito in un carcere di Ho Chi Minh City ad agosto.

L'avvocata Eleonora Barbieri ha spiegato i prossimi passaggi. «Ora il trattato dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica. Successivamente, verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale», ha dichiarato. «Dovrà poi essere presentata la domanda formale di trasferimento», ha aggiunto. La legale ha espresso ottimismo sui tempi. «Spero in qualche mese», ha affermato. «Se fosse un miracolo di Natale ben venga, altrimenti anche Pasqua sarebbe un grande risultato», ha concluso.

La legale ha sollevato dubbi sul procedimento giudiziario vietnamita. «Non è chiara agli atti la piena consapevolezza del reato», ha sottolineato. «Marco non aveva neppure ricevuto il pacco», ha aggiunto. «In Italia, con tutte le garanzie difensive, situazioni simili finiscono diversamente», ha commentato l'avvocata.

La testimonianza dei genitori e il supporto politico

La madre del giovane, Emanuela Paoletti, ha descritto la situazione come «un incubo». Tuttavia, ha aggiunto: «ora si apre uno spiraglio». Ha raccontato l'ultimo incontro. «All'ultima visita, a fine agosto, lo abbiamo trovato molto demoralizzato e affaticato, con problemi di salute», ha detto. «Voglio portarlo a casa, in Italia», ha affermato con determinazione.

Il padre, Giorgio Mancini, ha aggiunto un dettaglio toccante. «Mi è stato vietato persino di stringergli la mano», ha rivelato. Forza Italia ha agito per supportare la famiglia. Ha messo in contatto i genitori con il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Elia Rossi ha evidenziato l'importanza dell'azione politica. «Ratificare questo trattato tra la riforma della legge elettorale e la manovra di bilancio dimostra una grande sensibilità del governo e della Farnesina», ha dichiarato.