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In Umbria, le prestazioni mediche a pagamento (intramoenia) superano le cifre nazionali sia per numero che per incassi. Nonostante l'aumento delle liste d'attesa, questo servizio continua a registrare volumi elevati, sollevando interrogativi sulla sua gestione come soluzione per ridurre i tempi di attesa.

Intramoenia in Umbria: dati e confronti

Le attività mediche a pagamento, note come intramoenia, registrano in Umbria volumi superiori alla media nazionale. Questo trend riguarda sia il numero di visite erogate che gli incassi generati. L'attività libero professionale intramuraria (Alpi) è un servizio a pagamento offerto da medici ospedalieri fuori dall'orario di lavoro convenzionale.

Teoricamente, un aumento delle liste d'attesa nel servizio pubblico dovrebbe portare a una riduzione dell'intramoenia. L'idea sarebbe quella di impiegare i medici, anche con straordinari, per smaltire le attese. In alcuni casi di sforamento dei tempi, l'Alpi potrebbe persino essere bloccata. Tuttavia, in Umbria, i livelli di attività intramuraria sono rimasti costantemente al di sopra della media nazionale.

Numeri e ricavi dell'intramoenia umbra

I dati Agenas evidenziano questa tendenza. Nel 2019, l'Umbria ha registrato 105 prestazioni in Alpi ogni mille abitanti, a fronte di una media italiana di 80. Nel 2021, i numeri sono stati 90 in Umbria contro 71 in Italia. Nel 2022, l'Umbria ha toccato quota 107 (media Italia 81), salendo a 109 nel 2023 (media Italia 84). Anche nel 2024, l'Umbria si è attestata a 99 prestazioni, superando la media italiana di 87.

Anche i ricavi per prestazione seguono lo stesso andamento. Nel 2024, l'Umbria ha generato 16.704 euro per mille abitanti, mentre la media nazionale si è fermata a 15.603 euro. Analizzando gli anni precedenti, la regione umbra si è sempre posizionata al di sopra della media italiana anche per quanto riguarda gli introiti.

Liste d'attesa: un quadro in evoluzione

Le liste d'attesa sanitarie, dopo un picco durante la pandemia di Covid-19 e una successiva diminuzione, hanno mostrato una ripresa tra il 2024 e il 2025. Nonostante un recente miglioramento segnalato da Agenas, che ha visto l'Umbria ridurre i tempi del 25%, la situazione rimane critica. A settembre 2024, le prestazioni in attesa erano circa 44 mila. A febbraio 2025, questa cifra è salita a 77 mila, per poi superare le 87.500 a giugno. L'ultimo dato disponibile, relativo all'autunno scorso, indicava circa 70 mila prestazioni in attesa.

La prospettiva di Cimo Fesmed Umbria

Cristina Cenci, presidente della Federazione Cimo Fesmed Umbria, solleva dubbi sull'identificazione dell'Alpi come unico problema. «Siamo proprio sicuri che sia l'Alpi il problema o, se ben gestita, una possibile soluzione?», si interroga. La Regione Umbria ha elaborato linee guida regionali per utilizzare l'Alpi nella gestione dei percorsi di tutela, ovvero le prestazioni bloccate nelle liste d'attesa, con tariffe calmierate a carico dell'azienda sanitaria. «Doveva seguire una verifica degli spazi e delle strumentazioni interni idonei per fare intramoenia», spiega Cenci, «ma a distanza di un anno non c'è stato alcun report.»

Le aziende sanitarie avrebbero anche la possibilità di acquistare spazi esterni per l'Alpi in caso di carenza di strutture interne. Questo non è avvenuto. Al contrario, in alcune aziende è stata bloccata l'Alpi allargata (medici che visitano in studi esterni) senza concertazione, creando disparità e disservizi per prenotazioni già effettuate. L'intramoenia, se gestita correttamente, potrebbe essere uno strumento efficace per ridurre le liste d'attesa.

Il meccanismo dei ricavi intramoenia

Cenci sottolinea un aspetto cruciale: «Il medico percepisce solo il 30% della tariffa della prestazione erogata in libera professione. Il restante 70% va su varie voci, tra cui i fondi di perequazione, una parte proprio per i piani di abbattimento delle liste d'attesa». Questo significa che l'intramoenia, se ben governata, può rappresentare una risorsa per aumentare la produzione di visite ed esami, contribuendo a risolvere il problema delle lunghe attese.

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