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In Umbria si registra un aumento dell'occupazione nel 2025, ma i nuovi posti di lavoro offrono retribuzioni inferiori alla media nazionale. La qualità dell'offerta lavorativa evidenzia criticità strutturali.

Aumento occupazione in Umbria

Il mercato del lavoro umbro mostra segnali di crescita nel 2025. Il tasso di disoccupazione, che si attesta al 4,6% per la fascia d'età 15-74 anni, risulta inferiore alla media italiana del 6,1%. Questo dato positivo si distribuisce in modo non uniforme tra le province. La provincia di Perugia registra un tasso di disoccupazione del 4,8%. La provincia di Terni presenta invece un valore più basso, pari al 3,9%.

A livello nazionale, alcune regioni mostrano performance migliori. Il Trentino Alto-Adige guida la classifica con un tasso di disoccupazione del 2%. Seguono la Lombardia (3%) e il Veneto (3,4%). L'Umbria si posiziona così al settimo posto. Le regioni con i tassi di disoccupazione più elevati sono la Campania (13,9%), la Sicilia (12,2%) e la Puglia (10%).

Stipendi medi inferiori alla media

Nonostante l'incremento occupazionale, la qualità del lavoro in Umbria preoccupa. Uno studio della Fondazione Di Vittorio e Cgil, basato su dati Istat, evidenzia come lo stipendio medio lordo annuo dei dipendenti privati in Umbria sia inferiore ai 21.000 euro. Per le lavoratrici donne, questa cifra scende ulteriormente, attestandosi sotto i 17.000 euro.

I giovani lavoratori percepiscono retribuzioni ancora più basse, superando di poco i 15.000 euro annui. In generale, le retribuzioni umbre sono circa il 10% al di sotto della media nazionale. I giovani scontano un divario di circa 3.900 euro rispetto alla media italiana. Questo divario evidenzia una difficoltà nel garantire retribuzioni adeguate ai nuovi ingressi nel mondo del lavoro.

Qualità dell'offerta lavorativa in calo

La Camera di commercio dell'Umbria ha confermato queste tendenze. Le assunzioni programmate dalle imprese umbre sono in aumento, ma la qualità della domanda di lavoro non segue lo stesso ritmo. Questo emerge dal bollettino Excelsior Informa per l'Umbria, relativo ad aprile 2026 e al trimestre aprile-giugno 2026.

Le entrate previste per aprile 2026 sono 5.960, con un incremento di 120 unità rispetto all'anno precedente (+2,1%). Nel trimestre aprile-giugno 2026, le entrate previste sono 19.500, con un aumento di 1.240 unità (+6,8%). Tuttavia, la crescita del Prodotto Interno Lordo regionale previsto per il 2026 è dello 0,6%, leggermente inferiore alla media nazionale dello 0,7%.

L'economia umbra sembra generare lavoro più velocemente di quanto riesca ad aumentare il proprio valore aggiunto. L'aumento occupazionale riguarda soprattutto posizioni lavorative considerate più fragili, meno remunerate e meno capaci di elevare il profilo competitivo della regione. Solo l'8% delle assunzioni previste ad aprile 2026 è destinato a personale laureato. Inoltre, appena il 12% delle posizioni riguarda dirigenti, specialisti e tecnici, una quota inferiore alla media nazionale del 14%.

La Camera di commercio sottolinea come questo dato non sia un semplice dettaglio statistico, ma un indicatore strutturale. Il mercato del lavoro umbro si sta ampliando, ma con una domanda insufficiente di capitale umano altamente qualificato. Questa carenza di figure professionali qualificate si traduce inevitabilmente in stipendi più bassi, creando un circolo vizioso.

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