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L'Umbria scende al settimo posto nella classifica 'mother friendly' di Save the Children, registrando un peggioramento generale delle condizioni lavorative e sanitarie per le madri. La regione perde terreno in diversi indicatori chiave.

Umbria perde terreno nella classifica generale

L'Umbria ha subito un arretramento nella classifica nazionale delle regioni più accoglienti per le madri. La regione si posiziona ora al settimo posto, perdendo tre gradini rispetto all'anno precedente. Questo dato emerge dall'undicesimo rapporto di Save the Children, intitolato "Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026". L'Emilia Romagna ha conquistato la vetta, superando la Provincia Autonoma di Bolzano. La Sicilia si trova invece all'ultima posizione.

Il rapporto utilizza il Mothers' Index regionale. Questo indice valuta la situazione delle madri attraverso sette aree tematiche. Vengono analizzati demografia, lavoro, rappresentanza politica, salute, servizi offerti, soddisfazione personale e livelli di violenza. Per fare ciò, vengono considerati quattordici indicatori specifici.

Peggioramento della situazione lavorativa

Per la prima volta, si osserva un declino nella condizione lavorativa in tutte le regioni italiane. Anche l'Umbria non fa eccezione, attestandosi al quattordicesimo posto in questo specifico ambito. Questo dato è particolarmente preoccupante per le madri umbre.

A livello nazionale, l'indice complessivo mostra un lieve peggioramento. L'indice italiano è sceso a 101,460 punti. Questo rappresenta un calo rispetto ai 102,635 punti registrati nel 2024 e ai 102,002 del 2023. La flessione è attribuita principalmente al peggioramento nei settori demografia, lavoro e salute.

La dimensione demografica del Mothers' Index ha visto un peggioramento. Nel 2025, l'Italia ha raggiunto 94,857 punti. Si tratta di un calo di oltre cinque punti rispetto al biennio 2022-2023. L'Umbria, con 88,0 punti, perde due posizioni, passando dal sedicesimo al diciottesimo posto. Questo indica una difficoltà crescente nella gestione degli aspetti demografici legati alla maternità.

La dimensione lavoro in calo

La dimensione legata al lavoro ha registrato un calo netto su tutto il territorio nazionale. Nel 2025, l'indice italiano è sceso a 88,3 punti. Questo significa una diminuzione di oltre 11 punti rispetto al 2022 e quasi 10 punti rispetto all'anno precedente. L'Umbria ha perso quattro posizioni, posizionandosi al quattordicesimo posto. Si è osservato un aumento delle donne impiegate in contratti a termine, salito dal 18% al 20,7%.

Inoltre, è cresciuto il numero di dimissioni tra le madri con figli in età compresa tra zero e tre anni. Il tasso è passato da 5,15 a 7,41 ogni 1.000 donne occupate. Questi dati evidenziano le sfide che le madri affrontano nel conciliare lavoro e famiglia.

Miglioramento nella rappresentanza, ma peggioramento sanitario

La dimensione della rappresentanza politica delle donne mostra un quadro positivo. L'Italia ha raggiunto un valore di 108,108 punti nel 2025. Questo segnala una partecipazione femminile crescente nella vita politica locale. Un segnale incoraggiante per la parità di genere.

Tuttavia, la dimensione della salute presenta un quadro più complesso. Nel 2025, l'indice nazionale si attesta a 101,023, in lieve calo rispetto ai 101,739 dell'anno precedente. La causa principale è l'aumento del quoziente di mortalità infantile, passato da 2,52 a 2,61 per 1.000 nati vivi. La Provincia Autonoma di Bolzano guida la classifica in questo settore, grazie a un'ampia offerta di consultori.

L'Umbria, con 104,956 punti, è scesa dall'ottavo al terzo posto. La regione ha registrato un aumento del quoziente di mortalità infantile nel primo anno di vita, passando da 1,83 a 2,94. Questo dato richiede attenzione e interventi mirati.

Servizi stabili, soddisfazione soggettiva buona

La dimensione dei servizi dedicati alle madri e ai bambini mostra un miglioramento generale. Nel 2025, l'Italia ha raggiunto un valore medio di 106,543 punti. Si è registrato un rafforzamento dell'offerta per la prima infanzia, il tempo pieno scolastico e i servizi mensa. L'Umbria si conferma al quindicesimo posto, mantenendo la posizione delle precedenti tre edizioni.

La dimensione della soddisfazione soggettiva delle donne evidenzia marcate differenze territoriali. La Provincia Autonoma di Bolzano si posiziona al primo posto con 135,398 punti. L'Umbria si colloca su livelli medio-alti, raggiungendo il quarto posto con 113,260 punti. Questo indica un buon livello di benessere percepito dalle madri umbre.

Violenza: l'Umbria perde posizioni

Infine, la dimensione della violenza, che considera la presenza di centri antiviolenza e case rifugio, mostra una forte disomogeneità territoriale. Il Friuli-Venezia Giulia si conferma al primo posto con 143,073 punti. L'Umbria, con 109,824 punti, ha perso ben sei posizioni, scendendo dal sesto al dodicesimo posto. Questo arretramento suggerisce una possibile minore copertura o accessibilità dei servizi di supporto per le donne vittime di violenza nella regione.

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