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L'Umbria registra un aumento degli infortuni sul lavoro. La Fillea Cgil propone una task force regionale per affrontare il problema in modo strutturale, migliorando prevenzione e formazione.

Aumento infortuni sul lavoro in Umbria

Gli incidenti legati all'attività lavorativa mostrano una tendenza al rialzo nella regione Umbria. Le statistiche recenti evidenziano una crescita preoccupante che richiede interventi immediati e coordinati. La situazione attuale non permette più soluzioni frammentate o interventi tardivi.

La Fillea Cgil Umbria sottolinea l'urgenza di un'azione più incisiva. L'obiettivo è superare approcci episodici per costruire un percorso di prevenzione continuo e strutturale. Questo approccio mira a migliorare la sicurezza nei cantieri e in tutti gli ambienti lavorativi.

Richiesta di una task force regionale

La segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri, ha lanciato un appello. Ha richiesto l'istituzione di una task force regionale permanente dedicata alla sicurezza sul lavoro. Questo organismo dovrebbe unire istituzioni, enti ispettivi e parti sociali per un'azione unitaria.

«Non basta intervenire dopo l'incidente», ha dichiarato Masciarri. Ha evidenziato come pratiche come il subappalto a cascata e il dumping contrattuale penalizzino i lavoratori. La competizione si basa ancora troppo sul risparmio, a scapito della qualità e della sicurezza.

Dati preoccupanti dall'Inail

I dati dell'Inail, aggiornati a febbraio 2026, confermano la gravità della situazione. Nei primi due mesi dell'anno, gli infortuni sul lavoro sono aumentati del 3,6%. Si è passati da 1370 a 1420 casi registrati.

Questi incidenti rappresentano circa il 90% delle denunce totali. Gli infortuni avvenuti durante il tragitto casa-lavoro rimangono stabili. Si registra una diminuzione dei casi mortali, con un solo decesso nel periodo considerato, rispetto ai cinque dell'anno precedente.

Tuttavia, questo dato positivo è ancora troppo limitato per indicare un'inversione di tendenza consolidata. La lotta contro gli incidenti mortali rimane una priorità assoluta.

Crescita delle malattie professionali

Ancora più allarmante è l'incremento delle malattie professionali. Le denunce sono salite a 812, segnando un aumento del 9,2% rispetto all'anno precedente. Questo dato evidenzia come l'esposizione a rischi sul lavoro possa avere conseguenze dannose anche a lungo termine.

La natura spesso silenziosa di queste patologie rende la prevenzione ancora più cruciale. È necessario un monitoraggio costante e interventi mirati per tutelare la salute dei lavoratori nel tempo.

Sicurezza e modello di sviluppo

In una regione come l'Umbria, caratterizzata da un tessuto produttivo composto prevalentemente da piccole e medie imprese, la sicurezza sul lavoro si intreccia con la disponibilità di risorse e controlli sistematici. La Cgil Umbria ritiene fondamentale rafforzare gli strumenti di prevenzione.

L'uso integrato dei dati pubblici può aiutare a identificare precocemente i fattori di rischio. Questo permetterebbe di orientare gli interventi in modo più efficace. La proposta della task force si inserisce in una visione più ampia che lega la sicurezza al modello di sviluppo regionale.

Parlare di sicurezza significa anche interrogarsi sulla qualità degli appalti, sulla trasparenza delle filiere produttive e sulla solidità del sistema economico nel suo complesso. Questi temi sono stati al centro della riflessione in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, celebrata il 28 aprile.