Condividi

La Cisl Umbria si oppone fermamente all'estensione delle addizionali regionali, chiedendo un confronto con le istituzioni. Il sindacato evidenzia l'impatto negativo sui redditi familiari e propone soluzioni alternative basate su welfare e contrattazione.

Cisl Umbria: stop alla proroga delle addizionali

Il sindacato Cisl Umbria ha manifestato una forte opposizione all'eventuale proroga delle addizionali regionali. La richiesta principale rivolta alle istituzioni è quella di essere ascoltati prima di qualsiasi decisione in merito. Questa posizione è stata ribadita con chiarezza dal segretario generale Angelo Manzotti.

Manzotti ha sottolineato come queste misure gravino in modo significativo sui salari e sulle pensioni dei cittadini umbri. La preoccupazione del sindacato nasce dalla consapevolezza delle attuali difficoltà economiche. La situazione internazionale, infatti, ha ripercussioni importanti sui bilanci delle famiglie.

La contrarietà alla proroga è in linea con le posizioni già espresse in passato dal sindacato. La Cisl Umbria ritiene che tali misure non siano più adeguate al contesto attuale. La loro applicazione rischia di peggiorare ulteriormente la condizione economica dei lavoratori e dei pensionati.

Sfide socio-economiche e proposte Cisl

Secondo Manzotti, il contesto socio-economico attuale è profondamente mutato rispetto al passato. Stiamo vivendo transizioni demografiche, ecologiche e digitali che richiedono nuove risposte. La frammentazione delle famiglie, inoltre, rende ancora più urgente la tutela dei lavoratori.

La Cisl Umbria propone un miglioramento delle politiche di welfare e socio-sanitarie. È necessario anche un potenziamento delle politiche di sviluppo per garantire un'equa redistribuzione delle risorse. Particolare attenzione deve essere rivolta ai servizi essenziali e al settore sociale.

Questi settori, infatti, rientrano nelle competenze sia dei Comuni che della Regione. Un'azione coordinata è fondamentale per rispondere alle esigenze dei cittadini. La contrattazione sociale è vista come uno strumento chiave per raggiungere questi obiettivi.

Governance e servizi per le aree interne

Il segretario Manzotti ha evidenziato la necessità di costruire una governance efficace. L'obiettivo è un migliore utilizzo dei fondi di coesione, dei servizi sociali e delle politiche abitative. Questo è cruciale per garantire i servizi essenziali, soprattutto nelle aree interne.

I residenti di queste zone affrontano quotidianamente la carenza di servizi fondamentali. Si va dai servizi socio-sanitari alla disabilità, fino a quelli dedicati agli anziani. La Cisl Umbria chiede interventi concreti per colmare questo divario.

La proposta mira a creare un sistema di crescita basato sulla partecipazione. È fondamentale investire in un welfare universale, solidale, inclusivo e sussidiario. Questo richiede uno sforzo congiunto tra parti sociali e istituzioni.

Contrattazione e lotta all'evasione

La Cisl Umbria promuove un sistema di relazioni territoriali rafforzato. La contrattazione deve essere finalizzata al welfare aziendale e integrativo. Particolare attenzione va dedicata alle situazioni di fragilità. Famiglie in povertà, persone con disabilità, non autosufficienti e malati cronici necessitano di un sostegno mirato.

La contrattazione sociale è considerata l'unico strumento efficace per affrontare problemi legati a sanità, non autosufficienza e istruzione. Essa può incidere significativamente sulla fiscalità locale, sulle tariffe e sui servizi alla persona. Le risorse necessarie per queste misure devono essere reperite attraverso la lotta all'evasione fiscale.

Questi interventi sono visti come essenziali per contrastare lo spopolamento e la fuga dei giovani. L'obiettivo finale è riaffermare il valore del lavoro dignitoso e una forte visione sociale. Questi traguardi rappresentano la priorità assoluta per la Cisl Umbria.