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La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, invita la sinistra a un dibattito costruttivo sulla sicurezza urbana. Sottolinea l'importanza di strategie concrete che uniscano repressione e prevenzione, andando oltre la sola logica dell'ordine pubblico.

Sicurezza urbana: un tema per la sinistra

La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ritiene sia giunto il momento per la sinistra di affrontare con decisione il tema della sicurezza urbana. Ha espresso la necessità di definire obiettivi e strategie chiare. È fondamentale evitare di cadere nella cosiddetta «politica della paura». La sicurezza nelle città non può essere ridotta unicamente a una questione di ordine pubblico.

Ferdinandi, parlando a Roma al Festival delle Città, ha evidenziato il ruolo dei sindaci. Essi sono chiamati quotidianamente a fornire risposte concrete ai cittadini. Non possono limitarsi a identificare presunti nemici. Né tantomeno a scaricare responsabilità su altri livelli istituzionali, come avviene con il Governo.

Repressione e prevenzione: due facce della sicurezza

La sicurezza urbana include una componente repressiva. Ferdinandi non ha esitato a nominarla. Ha spiegato che ciò significa garantire un presidio efficace del territorio. Richiede una presenza adeguata delle forze dell'ordine. Implica il contrasto attivo dei reati. Fondamentale è la certezza della pena. Chi infrange le regole deve sapere che lo Stato è presente. Le norme devono essere fatte rispettare.

Tuttavia, la repressione agisce solo dopo che il reato è stato commesso. I sindaci hanno il compito di fare di più. Devono costruire strategie più ampie. Queste strategie devono prevenire le condizioni che favoriscono degrado, marginalità e insicurezza.

Politiche integrate per città sicure

Per la sindaca di Perugia, la sicurezza urbana è il risultato di politiche diversificate. Significa promuovere quartieri vitali. Implica il sostegno al commercio di prossimità. È necessario contrastare l'abbandono e il degrado degli spazi. La rigenerazione degli spazi pubblici è cruciale. La ricostruzione della coesione sociale è un pilastro fondamentale.

Sono necessarie risorse adeguate e investimenti strutturali da parte del Governo. I Comuni non possono essere lasciati soli ad affrontare i costi della prevenzione. Devono sostenere la cura degli spazi pubblici. Devono garantire i servizi per le persone più fragili. È quindi essenziale unire repressione e prevenzione. Fermezza e coesione sociale devono coesistere.

La sicurezza passa attraverso il presidio del territorio. Il rispetto delle regole è un prerequisito. Ma è altrettanto importante intervenire sulle dipendenze. Bisogna affrontare il disagio sociale e mentale. Questo va fatto prima che diventino problemi di ordine pubblico. Occorre agire sui quartieri prima che il degrado si trasformi in abbandono. Questa è la vera sfida per una politica progressista della sicurezza, ha concluso Ferdinandi.