La Regione Umbria adotta il piano 'Umbria Circolare' per trasformare la gestione dei rifiuti in un'opportunità di crescita. La nuova strategia mira a ridurre drasticamente i conferimenti in discarica e a promuovere un'economia basata sul riciclo e l'innovazione.
Nuovo piano rifiuti per l'Umbria
La Giunta regionale umbra ha presentato un innovativo disegno di legge denominato 'Umbria Circolare'. Questo piano, insieme a nuove direttive per l'aggiornamento del piano dei rifiuti, segna un punto di svolta. L'obiettivo è allontanare la regione dalla gestione emergenziale. Si mira a creare un ecosistema industriale orientato alla crescita e allo sviluppo sostenibile.
I capigruppo di maggioranza dell'Assemblea legislativa, Cristian Betti (Pd), Luca Simonetti (M5s), Fabrizio Ricci (AVS) e Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp), hanno sottolineato i risultati ottenuti. In un solo anno, i flussi di rifiuti destinati alle discariche sono diminuiti del 25% rispetto all'anno precedente.
Critiche alla gestione precedente
I rappresentanti della maggioranza hanno criticato duramente l'operato della precedente amministrazione. Hanno definito 'singolare' e 'bizzarro' l'atteggiamento dei consiglieri di centrodestra. Questi ultimi, guidati da figure come Tesei, Melasecche e Agabiti, accusano l'attuale Giunta di aver creato un'emergenza rifiuti. I capigruppo di maggioranza ricordano che proprio chi siede oggi in minoranza era parte della precedente Giunta.
Venne deliberato, nell'estate del 2024, un aumento di ben 50mila tonnellate di rifiuti speciali. Questi provenivano da fuori regione, in palese contrasto con la pianificazione vigente. La maggioranza definisce 'imbarazzante' il comportamento dei consiglieri di centrodestra. Essi si ergono a difensori delle famiglie umbre contro i rincari della Tari. Tuttavia, i numeri e i metodi di calcolo dimostrano il contrario.
Impatto sulla Tari e responsabilità
Gli aumenti attuali e futuri della Tassa sui Rifiuti (Tari) portano l'indelebile firma della gestione precedente. La propaganda della destra si scontra con la realtà dei fatti. I calcoli della Tari seguono il Metodo Tariffario Rifiuti (MTR-2) stabilito da Arera. Questo metodo lega la tariffa ai costi reali certificati di due anni prima. Anni in cui la gestione era proprio del centrodestra.
Pertanto, i cittadini umbri devono sapere che la base di calcolo per la Tari del 2026 deriva dai Piani Economico Finanziari (PEF) del 2024. Questi sono il frutto diretto della gestione della precedente amministrazione. La maggioranza ribadisce che ciò che i cittadini pagheranno è il risultato di un sistema da loro stessi creato e che ora contestano.
Visione futura e dati concreti
Invece di lanciare allarmi infondati, i consiglieri di centrodestra dovrebbero spiegare le loro decisioni passate. Hanno deliberato flussi per 230mila tonnellate, in contrasto con il Piano dei rifiuti approvato solo otto mesi prima. La maggioranza chiede chiarezza su chi pagherà per quella capacità strategica consumata per accogliere rifiuti da fuori regione. L'Umbria è stata trasformata nella 'pattumiera d'Italia'.
Si chiede spiegazione su quale base siano state svendute le riserve strategiche regionali a favore di aziende esterne. Questo è avvenuto andando contro gli interessi di cittadini e imprese locali. Mentre il centrodestra proponeva un inceneritore obsoleto e costoso, la nuova Giunta ha invertito la rotta. I dati definitivi del 2025 confermano il successo della nuova strategia. I conferimenti in discarica sono scesi del 23% in un anno. Si è passati da 225.199 tonnellate nel 2024 a 174.139 tonnellate.
Sono stati dimezzati i rifiuti speciali provenienti da fuori regione, scesi da circa 47.000 a 22.000 tonnellate. Il piano dell'assessore De Luca si basa sull'economia circolare, sul recupero di materia e sull'innovazione tecnologica. Promuove una chiara transizione anche per il CSS EoW, attualmente importato da altre regioni. L'obiettivo è raggiungere l'80% di raccolta differenziata e il 65% di riciclo effettivo.