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L'Umbria definisce le regole per la caccia 2026-2027. La Giunta regionale ha approvato il nuovo calendario venatorio, fissando l'apertura generale al 20 settembre. Prevista anche la caccia di selezione per ungulati, in linea con le direttive nazionali ed europee.

Calendario Venatorio Umbria 2026-2027: Apertura Generale

La Regione Umbria ha compiuto un passo decisivo verso la stagione venatoria 2026-2027. È stato infatti adottato il nuovo calendario venatorio. Questo documento, frutto della collaborazione tra l'assessorato regionale alla Caccia e Pesca e gli uffici tecnici competenti, definisce le regole per i prossimi mesi. L'assessore Simona Meloni ha presentato la proposta, poi approvata dalla Giunta regionale.

La data fissata per l'apertura della stagione venatoria generale è il 20 settembre 2026. Questa data corrisponde alla terza domenica del mese. La scelta è in piena conformità con quanto stabilito dall'articolo 18 della legge nazionale 157/1992. L'obiettivo è distribuire meglio i cacciatori sul territorio.

Si mira a evitare un'eccessiva concentrazione di cacciatori in pochi luoghi. Questo permetterà una minore pressione venatoria su specifiche specie nei primi giorni. La strategia punta a una gestione più equilibrata delle risorse faunistiche regionali. Le aree di caccia saranno meno affollate.

L'assessore Simona Meloni ha espresso soddisfazione per l'approvazione. «La proposta di Calendario venatorio approvata dalla Giunta, e che ora seguirà l’iter di acquisizione dei pareri previsti dalle normative vigenti, è un documento solido e con garanzie per tutto il mondo venatorio», ha dichiarato.

«Ricalca il Calendario dello scorso anno che, mi preme ricordare, non ha subito impugnazioni», ha aggiunto l'assessore. Questo dato sottolinea la stabilità e la validità delle normative venatorie umbre. La regione vanta una lunga e radicata tradizione venatoria.

La definizione del nuovo calendario ha richiesto grande attenzione tecnica. È stato fondamentale un costante spirito di confronto con tutti i soggetti interessati. L'intento era creare un documento equilibrato. Deve rispettare la normativa vigente e tutelare la biodiversità.

«Il risultato è un documento equilibrato, che rispetta la normativa vigente e al tempo stesso garantisce la tutela della biodiversità e la sostenibilità delle attività di caccia», ha spiegato Meloni. La regione conferma il suo ruolo di mediatore.

Si cerca un punto di raccordo tra le esigenze del mondo venatorio e quelle ambientali. La sostenibilità delle attività venatorie è un pilastro fondamentale. La salvaguardia degli habitat naturali è altrettanto prioritaria. Questo approccio garantisce un futuro alla tradizione venatoria.

Caccia di Selezione: Gestione Ungulati e Linee Guida ISPRA

Oltre alla caccia generale, il nuovo calendario venatorio umbro disciplina anche la caccia di selezione. Questa pratica è destinata ai cervidi e ai bovidi presenti sul territorio regionale. La proposta segue scrupolosamente le linee guida emanate dall'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Le linee guida specifiche sono quelle relative alla gestione degli ungulati, identificate con il numero 91/2013. I periodi di prelievo previsti sono stati definiti attentamente. Si basano su indicazioni tecniche e scientifiche fornite sempre dall'ISPRA.

L'obiettivo è garantire una gestione sostenibile delle popolazioni di cervidi e bovidi. Questo approccio scientifico è cruciale per mantenere l'equilibrio ecologico. Evita sovrappopolazioni che potrebbero danneggiare l'ambiente.

La proposta del calendario venatorio generale è stata elaborata dal servizio Programmazione e gestione faunistica. Anche il servizio fitosanitario e difesa delle produzioni ha contribuito. Il documento è stato poi sottoposto alla Consulta Faunistico-Venatoria regionale.

Ora il calendario dovrà acquisire i pareri obbligatori previsti dalla normativa. Questi pareri arriveranno dalla III Commissione consiliare permanente. Saranno coinvolti anche l'ISPRA e il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale. Questo processo assicura la conformità e la validità del calendario.

La proposta tiene conto delle recenti modifiche normative. Tra queste, la Direttiva comunitaria 147/2009 è stata attentamente considerata. Sono state integrate anche le misure di conservazione approvate dalla Giunta regionale. Queste riguardano la gestione delle Zone di protezione speciale (Zps).

L'intento è garantire il pieno rispetto degli obblighi comunitari. La salvaguardia degli habitat naturali è una priorità assoluta. Questo assicura che le attività venatorie non compromettano la biodiversità.

La regione Umbria dimostra un impegno costante verso una gestione faunistica responsabile. L'approccio integrato tra caccia, conservazione e normative vigenti è la chiave. Questo modello mira a conciliare le attività umane con la tutela dell'ambiente.

La consultazione con gli enti preposti e gli organismi di controllo è un passaggio fondamentale. Garantisce che il calendario venatorio sia non solo efficace per i cacciatori, ma anche sostenibile per l'ecosistema umbro. La trasparenza e il rispetto delle procedure sono pilastri di questo processo.

Il percorso intrapreso dalla Regione Umbria conferma un approccio pragmatico. Si cerca un equilibrio tra le tradizioni locali e le esigenze di conservazione. La collaborazione tra istituzioni, esperti e associazioni venatorie è la base per decisioni ponderate.

La caccia di selezione, in particolare, rappresenta uno strumento gestionale importante. Permette di intervenire in modo mirato dove necessario. Questo contribuisce a prevenire danni all'agricoltura e agli ecosistemi forestali. La gestione degli ungulati è una sfida complessa.

Le indicazioni dell'ISPRA sono un riferimento imprescindibile. Forniscono le basi scientifiche per interventi efficaci e sostenibili. La regione si affida a queste competenze per operare scelte informate.

La comunicazione con il mondo venatorio è continua. L'assessore Meloni ha ribadito l'importanza di questo dialogo. «Continuiamo a seguire un percorso condiviso, che conferma il ruolo della Regione come punto di raccordo tra le esigenze del mondo venatorio e quelle ambientali e territoriali», ha concluso.

Questo approccio garantisce che le decisioni siano ben accolte e comprese. Promuove una maggiore adesione alle regole e una gestione più efficace sul campo. L'Umbria si posiziona come modello di gestione venatoria.

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