Umbria: Amministratori vittime mafia, da memoria a impegno
A Perugia si è tenuta l'iniziativa 'Amministratori locali contro le mafie: dalla memoria all'impegno'. L'evento ha ricordato le vittime della criminalità organizzata, sottolineando la necessità di un impegno concreto delle istituzioni.
Amministratori locali contro le mafie: memoria e impegno
L'Umbria ha ospitato un'importante iniziativa dedicata alla lotta contro le mafie. L'evento, intitolato 'Amministratori locali contro le mafie: dalla memoria all'impegno', si è svolto a Perugia. L'obiettivo era ricordare chi ha perso la vita a causa della criminalità organizzata. Si è trattato di un momento di riflessione e di rinnovato proposito d'azione.
La Commissione regionale d'inchiesta su criminalità organizzata ha promosso l'evento. L'iniziativa ha visto la partecipazione di diverse figure istituzionali. La presidente umbra Stefania Proietti era presente. Si è trattato della seconda edizione di questo importante appuntamento. La sede scelta è stata Palazzo Cesaroni, sede dell'Assemblea legislativa regionale.
L'evento si è tenuto in prossimità della giornata del 21 marzo. Questa data è dedicata a tutte le vittime di mafia. La scelta del periodo non è casuale. Vuole sottolineare la continuità della memoria e dell'impegno. La lotta contro la criminalità organizzata richiede attenzione costante. Non deve essere relegata a una singola giornata.
La Commissione regionale antimafia: un presidio di legalità
Il presidente della Commissione regionale antimafia, il consigliere Fabrizio Ricci, ha aperto e coordinato i lavori. Ha portato i saluti della presidente dell'Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi. Ricci ha evidenziato il ruolo dell'Umbria. La regione è stata la prima a intraprendere un percorso di memoria. Questo percorso non è solo retorico. Mira a un impegno concreto. L'obiettivo è tenere alta l'attenzione sul fenomeno mafioso.
«Memoria e impegno» sono stati i concetti chiave. La Regione Umbria tiene molto a questa iniziativa. Lo ha ribadito Ricci. La memoria degli amministratori caduti è fondamentale. Serve a rinnovare l'impegno delle istituzioni. Le istituzioni più vicine ai cittadini sono in prima linea. Devono contrastare le organizzazioni mafiose. Devono combattere la corruzione e l'illegalità. Ricordare è un modo per rafforzare la determinazione.
La presidente Stefania Proietti ha sottolineato l'importanza dell'istituzione della Commissione antimafia. L'ha definita un «presidio pubblico importante». Ha menzionato anche i protocolli attivati. Questi accordi sono stati stipulati con la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Prefettura. Le istituzioni non si sentono sole. Vogliono tenere «occhi bene aperti» sui fenomeni criminali. Questi fenomeni sono sempre più diffusi e assumono varie forme. Il ruolo degli amministratori è cruciale. Devono denunciare ogni segnale sospetto. Anche quando la situazione appare poco chiara.
Le vittime: numeri e testimonianze
Durante l'incontro è stato ricordato il numero elevato di vittime. Tra le oltre mille persone uccise dalla mafia, molte ricoprivano incarichi istituzionali. Dal 1970 ad oggi, sono stati 132 gli amministratori locali assassinati. Questi dati sono preoccupanti. Mostrano la pericolosità del fenomeno mafioso.
È intervenuto da remoto Renato Pittalis. È vicepresidente di «Avviso Pubblico». Questa associazione collabora con la Regione. Presenta annualmente la lista degli amministratori sotto tiro. I numeri del 2026 non sono confortanti. La criminalità organizzata va contrastata con la «legalità organizzata». Questo è il monito di Pittalis. Il fenomeno è molto diffuso. Esiste anche un problema di «inquinamento preventivo».
Le intimidazioni, secondo Pittalis, iniziano prima ancora che un amministratore entri in carica. La criminalità organizza monitora i futuri soggetti. Questo aspetto è un indice importante. Indica la disaffezione delle persone verso l'impegno politico. La paura e la sfiducia allontanano i cittadini dalla vita pubblica.
È intervenuta anche Rosa Quattrone. È figlia di Demetrio Quattrone. Suo padre fu vittima di mafia a soli 42 anni. Ricopriva il ruolo di funzionario pubblico presso l'ispettorato del lavoro di Reggio Calabria. Il suo omicidio avvenne nel 1991. Accadde davanti agli occhi dei familiari. Rosa Quattrone ha denunciato la mancata giustizia. Il caso è stato archiviato dopo soli due anni. Una testimonianza toccante. Sottolinea le difficoltà nel perseguire i responsabili.
L'impegno dell'Umbria nella lotta alla criminalità
L'iniziativa di Perugia rappresenta un passo importante per la Regione Umbria. Dimostra la volontà di non dimenticare. Ma soprattutto di agire. La lotta alle mafie richiede un impegno costante. Coinvolge le istituzioni a tutti i livelli. Ma anche la società civile.
La presenza della presidente Proietti e del consigliere Ricci testimonia l'attenzione politica. I protocolli con le forze dell'ordine sono essenziali. Rafforzano il sistema di prevenzione e repressione. La collaborazione tra enti è fondamentale. Permette di condividere informazioni e risorse.
La lettura dei nomi degli amministratori caduti è un monito. Ricorda il prezzo pagato da chi ha scelto di servire la comunità. Ma anche il rischio che ancora oggi corrono molti funzionari pubblici. L'Umbria vuole essere un esempio. Un territorio che non si piega alla criminalità. Che promuove la cultura della legalità.
L'associazione «Avviso Pubblico» svolge un ruolo cruciale. Fornisce dati e analisi. Aiuta a comprendere la portata del fenomeno. La sua collaborazione con la Regione è preziosa. Permette di orientare le politiche di contrasto.
La testimonianza di Rosa Quattrone è un richiamo alla giustizia. Sottolinea le lungaggini e le difficoltà del sistema giudiziario. Ma anche la perseveranza dei familiari. Che non smettono di cercare verità e giustizia.
L'iniziativa si conclude con un appello. Un appello alla memoria attiva. Un appello all'impegno quotidiano. Per costruire una società più giusta e sicura. Libera dalle mafie e dalla corruzione. L'Umbria si conferma in prima linea. Nella difesa dei valori democratici e della legalità.