Cronaca

Truffe con chip carte identità: allarme nel Vicentino

16 marzo 2026, 05:45 3 min di lettura
Truffe con chip carte identità: allarme nel Vicentino Immagine generata con AI Perugia
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Allarme Microchip Rubati per Truffe

Le forze dell'ordine del Vicentino hanno acceso un faro su un inquietante fenomeno: la sottrazione dei microchip dalle carte d'identità elettroniche (CIE). L'ipotesi è che questi componenti vengano poi rivenduti per la creazione di documenti falsi, utilizzati per perpetrare truffe.

L'ultimo episodio sospetto ha visto i carabinieri di Vicenza denunciare un cittadino tunisino trovato in possesso di hashish e un coltello. Questo caso, sebbene legato ad altri reati, ha riacceso i sospetti degli investigatori su un possibile mercato illecito di microchip CIE, già emerso in altre zone d'Italia.

Il Potere del Microchip CIE

Il microchip integrato nelle carte d'identità elettroniche è un sofisticato dispositivo contactless. Custodisce dati sensibili del titolare, come informazioni anagrafiche, fotografia, impronte digitali e codice fiscale, il tutto protetto da elevati standard di sicurezza.

Oltre a fungere da documento d'identità, la CIE rappresenta un'alternativa principale allo SPID, permettendo l'autenticazione per accedere a una vasta gamma di servizi digitali della pubblica amministrazione e non solo.

Metodi e Rischi delle Truffe Digitali

Nei casi finora riscontrati, le carte d'identità da cui sono stati rimossi i chip appartenevano spesso a persone con problemi di tossicodipendenza o dedite allo spaccio. L'asportazione dei microchip è avvenuta in modo quasi chirurgico, senza danneggiare il supporto fisico del documento.

Gli investigatori ipotizzano che questi chip vengano venduti a malviventi che li applicano su documenti contraffatti. L'obiettivo è sfruttare la validità dei dati originali contenuti nel chip per superare i controlli digitali. Sistemi automatici e app di verifica, leggendo il chip, riconoscono il documento come autentico, ignorando la falsità del supporto cartaceo.

Implicazioni per la Sicurezza e Servizi Online

Le truffe possono assumere diverse forme. Ad esempio, un malintenzionato potrebbe utilizzare un chip CIE rubato per aprire conti correnti bancari online, accedere a piattaforme di trading o effettuare altre operazioni finanziarie, nascondendosi dietro l'identità della vittima. Se il truffatore fosse in possesso anche del codice PIN della CIE, potrebbe persino accedere a servizi cruciali come quelli dell'INPS o dell'Agenzia delle Entrate.

Documenti contraffatti con chip rubati potrebbero inoltre essere impiegati per superare i controlli automatizzati in hotel o strutture ricettive, permettendo a individui ricercati di evitare di essere identificati dalle forze dell'ordine. L'acquisto di schede SIM per telefoni cellulari, intestate a nomi di altre persone, rappresenta un ulteriore rischio.

Indagini in Corso e Precedenti Nazionali

Il fenomeno non è isolato nel Vicentino. Già a febbraio, i carabinieri di Mantova avevano indagato su un caso simile. A settembre, la polizia aveva colpito un giro di documenti manomessi tra Perugia, Assisi e Bastia Umbra. Nello stesso periodo, le forze dell'ordine di Macerata avevano segnalato un preoccupante commercio di questi componenti sul mercato nero.

Questi precedenti suggeriscono che la rimozione dei chip non sia un atto casuale, ma una strategia ben precisa per eludere i controlli e facilitare attività fraudolente. I carabinieri vicentini stanno ora lavorando per accertare l'estensione del fenomeno nella loro provincia.

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