Un'iniziativa teatrale unica unisce detenuti della Casa Circondariale di Capanne e studenti perugini. Lo spettacolo, intitolato "Dalla costola di una colomba", esplora temi di genere e pace, aprendo un dialogo tra il carcere e la società.
Nuovo spettacolo teatrale a Perugia
La regista Vittoria Corallo presenta un'opera audace. Si intitola «Dalla costola di una colomba». Lo spettacolo coinvolge i detenuti della Casa Circondariale di Capanne. Partecipano anche studenti di istituti superiori. L'iniziativa fa parte del progetto nazionale «Per Aspera ad Astra». Questo progetto dal 2018 coinvolge oltre 20 carceri italiane. Ha già visto la partecipazione di più di 1000 detenuti.
L'evento è promosso da Acri. Riceve il sostegno della Fondazione Perugia. La produzione è del Teatro Stabile dell'Umbria. La prima rappresentazione è prevista il 14 maggio. Si terrà all'interno della Casa Circondariale. Sarà accessibile a un massimo di 50 spettatori. Una seconda data è fissata per il 18 maggio. Alle 19:30, presso il teatro Morlacchi. L'ingresso è libero ma richiede prenotazione.
Temi di genere e pace in scena
Lo spettacolo affronta temi complessi. Si ispira alle riflessioni di Virginia Woolf. La scrittrice, nel suo saggio «Le tre ghinee», collegò la parità di genere all'origine dei conflitti. L'idea è stata proposta anche in un contesto carcerario. Un detenuto, inizialmente scettico, ha trovato un nuovo punto di vista. Credeva che la donna, nata dalla costola dell'uomo, dovesse essere protetta. Dopo le discussioni, ha accettato la teoria della «costola della colomba». Questa teoria suggerisce che le donne portino pace. Lo fanno sia per natura sia per le condizioni storiche subite.
La regista Vittoria Corallo non teme le sfide. Ha dimostrato coraggio nella vita e sul palco. La sua visione del teatro in carcere è chiara. Non si tratta di una rottura, ma di un'apertura. Il progetto «Per Aspera ad Astra» crea delle «crepe» nello spazio chiuso del carcere. Attraverso queste crepe, il dialogo e il cambiamento diventano possibili. Questo lo ha sottolineato Stefano Salerno del Teatro Stabile. Il progetto assume così una valenza politica. Riguarda la forma che si desidera dare alla società civile.
Il teatro come strumento di cambiamento
La regista descrive la «crepa» come uno strumento pacifico. È un canale, un punto d'incontro. Permette all'attore di relazionarsi con se stesso. Successivamente, con gli altri e con lo spazio circostante. Il teatro in carcere offre ai detenuti una possibilità di espressione. Possono manifestarsi come individui unici. Alcuni cercano le luci della ribalta e gli applausi. Altri apprezzano la tensione della recitazione. Imparano a costruire una rete di collaborazione paritaria. Questa pratica quotidiana contrasta il dominio maschile. Un dominio imposto in famiglia, a scuola e nel mondo del lavoro.
La partecipazione a queste attività ha un impatto concreto. La direttrice del Carcere di Capanne, Antonella Grella, ha evidenziato i benefici. Le attività teatrali e culturali riducono le recidive. La percentuale scende del 20-30%. In Italia, le recidive sfiorano il 75%. Questi dati provengono dall'Amministrazione Penitenziaria. Il laboratorio di Vittoria Corallo ha coinvolto circa 20 detenuti. Nella fase iniziale, hanno partecipato 40 studenti. Successivamente, il numero di studenti è diminuito. Questo per rispettare le norme che impediscono l'ingresso ai minori di 16 anni in carcere. Anche il numero di detenuti partecipanti è stato ridotto a 10. Altri 10 non potevano beneficiare dell'articolo 21.
Domande e Risposte
Cosa significa il titolo dello spettacolo teatrale?
Il titolo «Dalla costola di una colomba» si ispira alle teorie di Virginia Woolf. Suggerisce che le donne siano portatrici di pace, sia per natura sia per le esperienze storiche vissute.
Quali sono gli obiettivi del progetto «Per Aspera ad Astra»?
Il progetto mira a favorire il dialogo e il cambiamento all'interno degli istituti penitenziari. Utilizza il teatro come strumento per aprire uno spazio di espressione e collaborazione paritaria tra detenuti e studenti, contribuendo a ridurre le recidive.