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Il sindacato infermieristico Nursind ha presentato un esposto al difensore civico regionale per denunciare la pratica di ricoverare pazienti nei corridoi dell'ospedale di Perugia. La situazione solleva gravi preoccupazioni per la dignità, la privacy e la sicurezza dei pazienti, oltre a peggiorare le condizioni di lavoro del personale sanitario.

Criticità assistenziali nell'ospedale di Perugia

Il sindacato NurSind ha formalmente segnalato una situazione critica. L'esposto è stato inviato al difensore civico della Regione Umbria. La denuncia riguarda l'Azienda ospedaliera di Perugia. Il sindacato evidenzia gravi problemi organizzativi e assistenziali. La segnalazione è stata trasmessa anche alla direzione ospedaliera. È stata informata anche l'assessorato regionale alla Sanità.

Al centro della protesta c'è il ricorso frequente a letti nei corridoi. Questa pratica mira a gestire il sovraffollamento. Tuttavia, crea condizioni non conformi ai principi del servizio sanitario. Non rispetta gli standard strutturali previsti. Il NurSind sottolinea diverse criticità profonde.

Violazione di privacy e dignità dei pazienti

La dignità e la privacy dei pazienti sono a rischio. I ricoverati nei corridoi ricevono assistenza in spazi inadeguati. Manca la riservatezza minima necessaria. Sono costantemente esposti al passaggio di personale e visitatori. Le visite mediche avvengono in queste condizioni. Anche le procedure assistenziali sono compromesse. Il sindacato ritiene ciò incompatibile con la Costituzione. Si fa riferimento all'articolo 32. È in contrasto anche con la Carta dei diritti del malato. La situazione lede i diritti fondamentali dei pazienti.

Sicurezza e rischio clinico aumentati

L'occupazione dei corridoi crea seri problemi di sicurezza. Questi spazi sono vie di fuga e percorsi di emergenza. La loro ostruzione rende difficile l'evacuazione rapida. Complica anche il monitoraggio clinico dei degenti. Aumenta il rischio di infezioni correlate all'assistenza (ICA). La gestione dei malati in aree affollate ostacola le misure preventive. Ciò può portare a un incremento delle ICA. Queste complicanze hanno gravi conseguenze cliniche. Generano anche un aumento dei costi per il sistema sanitario. La nota del NurSind specifica questi rischi.

Personale sanitario sotto pressione

La situazione è insostenibile per il personale. Gli infermieri soffrono già di una cronica carenza di organico. L'aggravio delle attività è significativo. Operano in contesti non ottimali. Non riescono a garantire pienamente gli standard assistenziali. Il NurSind evidenzia un dato organizzativo preoccupante. Il sistema Cingolo, introdotto nel novembre 2023, mirava a migliorare la gestione dei posti letto. Doveva ottimizzare i flussi dei pazienti nell'area medica. Dopo una fase iniziale di efficacia, sembra non funzionare più. Non previene più il ricorso ai letti nei corridoi.

Richiesta di interventi urgenti

Il NurSind ricorda un precedente istituzionale. Chiede all'organo di garanzia umbro di verificare le pratiche. Si vuole accertare la conformità agli standard di sicurezza. Si chiede il rispetto dei diritti fondamentali dei malati. Il segretario regionale del NurSind, Marco Erozzardi, dichiara: «Il protrarsi di queste condizioni non può essere considerato una soluzione organizzativa accettabile». Il sindacato sollecita misure organizzative tempestive. L'obiettivo è risolvere queste criticità.