La Polizia di Stato di Perugia ha fermato quattro persone accusate di associazione a delinquere, truffa, estorsione e violenza sessuale all'interno di una presunta setta. Le indagini sono partite dalla denuncia di un genitore preoccupato per il figlio.
Operazione antidroga e antistupri a Perugia
Le forze dell'ordine hanno eseguito quattro fermi. Gli indagati sono accusati di diversi reati. Questi includono associazione per delinquere. Hanno anche commesso truffe e estorsioni. Sono contestate anche violenze sessuali. I reati sarebbero stati perpetrati ai danni di aderenti a un gruppo. Questo gruppo è descritto come una presunta setta.
Le indagini sono scaturite da una segnalazione. Un padre ha espresso preoccupazione per il figlio. Quest'ultimo era entrato a far parte del gruppo. Il genitore ha riferito che il figlio seguiva corsi di alchimia. Un "fantomatico maestro" guidava questi corsi. Successivamente, il giovane si era trasferito presso una struttura del gruppo. Pagava regolarmente quote mensili.
Il figlio aveva abbandonato il suo impiego. Ha scelto di dedicarsi completamente all'associazione. La sua partecipazione è iniziata nella provincia di Pesaro Urbino. Si è poi spostata in Umbria. Ha interrotto ogni contatto con amici e familiari.
Indagini e prove raccolte dalla Polizia
Gli investigatori hanno svolto diverse attività. Sono stati effettuati pedinamenti e ascoltate testimonianze. Sono state condotte intercettazioni telefoniche. Queste azioni hanno portato alla raccolta di "gravi indizi". Gli indizi riguardano l'esistenza dell'associazione. Supportano anche le accuse contro i quattro indagati. Essi erano identificati come "Maestro", "Maestra", "Sciamano" e "Guaritore".
Secondo le ricostruzioni, ogni membro aveva un ruolo specifico. C'era chi deteneva il comando. Altri si occupavano del reclutamento. L'adescamento avveniva con tecniche mirate. Si puntava a ottenere la fiducia dei potenziali adepti. Venivano usate minacce di conseguenze negative. Queste erano previste in caso di abbandono del percorso. Altri membri gestivano i riti interni. Altri ancora praticavano presunte cure.
Flusso di denaro e manipolazione
Le verifiche sui conti correnti hanno rivelato molto. Sono stati accertati numerosi versamenti mensili. Sono state registrate anche donazioni. Questi flussi provenivano dagli associati. Il valore totale superava i 500.000 euro. Parte di questi fondi è stata utilizzata dagli indagati. Hanno acquistato autovetture, alcune di lusso. Hanno anche comprato gioielli e pagato ristoranti.
Per ottenere i pagamenti e impedire l'abbandono. Gli indagati impiegavano tecniche di manipolazione. Minacciavano ripercussioni spirituali. Parlavano di malattie o sfortuna. Offrivano in cambio promesse di salvezza.
Abuso di autorità e violenza sessuale
Ulteriori approfondimenti hanno portato a un grave quadro. Un uomo di 56 anni, il "maestro", avrebbe abusato della sua autorità. Ha sfruttato la vulnerabilità emotiva di un'associata. L'ha costretta a subire rapporti sessuali. Le ha fatto credere che fosse una pratica necessaria. Serviva per la purificazione dell'anima. Questo episodio ha portato a contestazioni di violenza sessuale.
Considerati i gravi indizi di colpevolezza. Valutato il concreto pericolo di fuga. Il pubblico ministero ha disposto il fermo. La misura cautelare è stata applicata. Per altri due indagati, con ruoli minori. Si procede a piede libero. Sono accusati di associazione a delinquere. Sono imputati anche per truffa ed estorsione.
Tre degli indagati sono stati trasferiti in carcere. Hanno raggiunto le strutture di Perugia Capanne e Poggioreale. L'operazione ha messo fine alle attività del gruppo.
Domande frequenti
Quali reati sono contestati ai membri della presunta setta di Perugia?
Come è stata avviata l'indagine sulla presunta setta a Perugia?