La discussione sull'espansione del minimetrò a Perugia riemerge periodicamente, ma un'analisi dei costi e della reale utilità suggerisce che nuove tratte non siano necessarie. Vengono valutate le alternative di trasporto e l'impatto sui flussi di pendolari.
Dubbi sull'utilità di nuove tratte minimetrò
Il tema della mobilità cittadina a Perugia è sempre centrale. Si discute spesso di estendere le linee del minimetrò. Si parla in particolare di raggiungere l'ospedale Santa Maria della Misericordia e la zona di Nuova Monteluce. Queste opere, se realizzate, rappresenterebbero un costo ingente. Si parla di cifre che superano i 300-400 milioni di euro, considerando la rivalutazione dei costi attuali. Il Fondo Nazionale Trasporti non ha destinato fondi al minimetrò, considerandolo una forma di mobilità secondaria. Richiedere finanziamenti per nuove linee appare quindi molto difficile.
Anche l'idea di una teleferica/funivia per collegare Ponte Felcino, proposta dall'amministratore unico di Minimetrò spa, Andrea Mazzoni, solleva interrogativi. L'analisi oggettiva dell'utilità di tali progetti è fondamentale prima di intraprendere costose avventure, anche solo a livello di dibattito.
Analisi dei flussi per l'ospedale
Consideriamo l'utenza dell'ospedale. Chi dovrebbe pagare 3 euro per un viaggio di andata e ritorno, partendo da Pian di Massiano? Si tratta di pazienti in visita, persone che devono fare accertamenti diagnostici o chi va a trovare i propri cari. Anche i circa 3.000 dipendenti tra personale ospedaliero e universitario dovrebbero affrontare questo costo. Gli studenti di Medicina, circa 2.500, potrebbero beneficiare dell'abbonamento annuale da 70 euro. Ma per gli altri, il costo mensile si aggirerebbe sugli 80 euro, indipendentemente dagli orari dei numerosi turni lavorativi.
Il minimetrò dovrebbe operare con orari estesi, cosa difficile da garantire per 365 giorni. Ci sono limitazioni tecniche e di costo per le ore di fermo obbligatorie ogni 24 ore. Questo rende la sua efficienza in determinati orari molto limitata.
Alternative e concorrenza interna
I progettisti del Metrobus, operativo da giugno 2027, prevedono di trasportare una parte significativa di coloro che si recano all'ospedale. Creare una concorrenza interna con il minimetrò non sembra una soluzione ottimale. Si dovrebbero coordinare gli orari tra i due sistemi di trasporto, aumentando la complessità.
Per incentivare l'uso dei mezzi pubblici e ridurre il traffico veicolare, sarebbe necessario introdurre tariffe per i parcheggi attuali. Le amministrazioni comunali e ospedaliere, negli anni, hanno evitato questa misura. Ci si chiede inoltre se i parcheggi attuali siano realmente insufficienti. La situazione potrebbe cambiare con la costruzione del parcheggio privato da 500 posti per il polo universitario, progetto in discussione dal 2010.
La questione Monteluce e altre ipotesi
La tratta verso Monteluce presentava sfide maggiori rispetto a quella per l'ospedale. Si ipotizzava un lungo tunnel sotto l'acropoli, attraversando zone come XIV Settembre e Porta Pesa. Un altro tunnel da Sant'Anna al Pincetto, con un tapis roulant, era stato pensato per collegare i passeggeri della FCU. Questi progetti, seppur realizzabili sulla carta, non sembrano giustificati dai flussi di utenza previsti.
In passato, la Giunta Boccali aveva considerato di estendere la linea fino al cimitero di Monterone. Questa ipotesi ignorava però la difficoltà di raggiungere la zona dalla E45, evitando il traffico di Collestrada. La salita di Casaglia, percorsa di recente dal ciclista Tadej Pogacar, evidenzia la pendenza e la complessità del percorso.