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La difesa contesta le accuse di associazione per delinquere, truffa e violenza sessuale, definendo l'organizzazione un'associazione culturale. Si attende il processo in aula per chiarire la vicenda.

Difesa respinge le accuse di setta

L'avvocato Emanuele Fierimonte, legale di Alfredo Mangone e Tatiana Ionel, indagati nell'inchiesta della Procura di Perugia sulla presunta setta “Conoscenza e Libertà”, ha rotto il silenzio. La difesa contesta fermamente le implicazioni dell'indagine, definendo le accuse «sproporzionate».

Secondo il legale, la narrazione emersa finora è gravemente distorta. L'avvocato Fierimonte, affiancato dalla collega Deborah Wahl, sostiene che i suoi assistiti non fanno parte di un'associazione per delinquere. Essi sarebbero invece membri di un'associazione culturale regolarmente costituita.

Associazione culturale, non per delinquere

L'avvocato Fierimonte afferma con decisione che mancano i presupposti per configurare il reato di associazione per delinquere. L'organizzazione, a suo dire, è un'associazione culturale che organizza corsi di natura spirituale e olistica.

La contestazione del 416 (associazione per delinquere) viene vista come uno strumento processuale per forzare la mano. Senza questa accusa, non ci sarebbero i presupposti per applicare misure cautelari. L'avvocato ritiene sia un modo per amplificare la portata dell'indagine e tenere le persone coinvolte.

La presunta gerarchia descritta dagli inquirenti viene spiegata come la normale struttura di un'organizzazione formativa. Ci sarebbero docenti, collaboratori e partecipanti, non un capo assoluto che impone la propria volontà con la forza. Si tratta di un'associazione che opera da anni, con decine di persone che hanno partecipato liberamente ai corsi.

Donazioni lecite e conti tracciabili

In merito alle donazioni per oltre mezzo milione di euro, alle auto di lusso e ai conti personali alimentati dalle quote dei corsi, l'avvocato Fierimonte non nega le donazioni ma le definisce lecite. L'associazione “Conoscenza e Libertà” sarebbe regolarmente iscritta al registro regionale delle Aps (Associazioni di promozione sociale).

L'iscrizione a un registro pubblico, con codice fiscale e conti correnti tracciabili, sarebbe incompatibile con lo scopo di delinquere o costituire una setta. Le donazioni sarebbero state fatte liberamente dai sostenitori, con causali trasparenti. Gli introiti deriverebbero dai corsi tenuti, con un'offerta di servizi – corsi di alchimia, seminari, percorsi spirituali – a cui i partecipanti hanno pagato per accedere.

Vicenda civile e denunce

Riguardo all'accusa di estorsione ai danni di una donna, l'avvocato Fierimonte sottolinea che la vicenda è già stata oggetto di un giudizio civile. Quel procedimento si è concluso con una sentenza che ha riconosciuto la legittimità delle donazioni. Una parte delle somme è stata restituita, mentre per il resto è stata confermata la validità della donazione.

L'avvocato si chiede come si possa parlare di estorsione e truffa quando un giudice civile ha già stabilito la legittimità delle somme donate. Le denunce penali sarebbero arrivate dopo la perdita di una causa civile, un dato che merita attenzione.

L'inchiesta sarebbe partita da tre segnalazioni principali. La prima da un genitore preoccupato per il figlio, che aveva scelto un percorso spirituale, ma senza pressioni o isolamento forzato. La seconda è la vicenda della donna, già risolta in sede civile. La terza riguarda la presunta violenza sessuale, un'accusa che la difesa ritiene sia stata utilizzata per creare un alone di mistero e giustificare a posteriori la narrazione di un'organizzazione criminale.

Richiesta di un processo equo

La difesa sostiene che i denuncianti siano parenti di persone che frequentano l'associazione o persone che si sono allontanate volontariamente. Non ci sarebbe una massa di vittime, ma un'indagine partita da pochi episodi strumentalizzati. L'avvocato Fierimonte chiede che venga riconosciuta la posizione dei suoi assistiti come indagati, non condannati, e che il processo si svolga in aula, non mediaticamente.

Si attende il processo per dimostrare l'assenza di una setta o di un'associazione per delinquere, ma solo di un'associazione culturale che svolgeva attività lecite.

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