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La promozione del rispetto è essenziale per la convivenza civile. Il sottosegretario Prisco sottolinea l'importanza di sradicare la violenza di genere e domestica attraverso prevenzione e sinergia istituzionale.

La cultura del rispetto come fondamento

La cultura del rispetto non è un concetto astratto. È il pilastro fondamentale su cui si regge la convivenza civile. La sicurezza delle nostre comunità dipende da questo principio. Dobbiamo ripartire da qui. L'obiettivo è sradicare la piaga della violenza di genere e domestica. A parlare è Emanuele Prisco. È sottosegretario all'Interno. Ha delega al Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà. Si occupa delle vittime di reati mafiosi e violenti.

Protocollo d'intesa a Perugia

L'esponente del Governo è intervenuto a Perugia. Ha partecipato alla conferenza stampa. Presentavano un protocollo d'intesa. L'accordo è tra il Dipartimento della pubblica sicurezza. Nello specifico, la Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato. Collabora con l'associazione «Nel nome del rispetto».

Questo protocollo si inserisce perfettamente nella visione del Governo. La visione del Governo Meloni. Si sono intensificati gli strumenti di intervento preventivo. Il «Codice rosso» ne è un esempio. Si crede nella sinergia istituzionale. Si collabora anche con il Terzo settore. L'obiettivo è intervenire a monte. Si punta alla costruzione della cultura del rispetto.

Coinvolgimento dei giovani e prevenzione

Il coinvolgimento attivo dei giovani è la chiave di volta. Rappresenta il vero motore di questa inversione di sensibilità culturale. Oggi, grazie alla polizia di Stato. E alle altre forze di polizia. Con la sinergia del Terzo settore. E degli altri attori istituzionali. Diamo concretezza a questo principio. Lo facciamo attraverso la prevenzione avanzata. È una strategia d'azione precoce. Non si attende la consumazione di un reato per punire. Si attivano tutele tempestive. Si intercetta e blocca la violenza sul nascere.

I dati dimostrano l'efficacia di questo approccio. Strumenti come l'ammonimento del questore. È un vero e proprio «cartellino giallo» delle Istituzioni. Registra oltre l'80% di successo. Fa cessare le condotte ostili. Il tasso di recidiva crolla sotto il 15%. A questo si affianca la tempestività del progetto «Scudo». Permette alle forze di polizia di disporre nell'immediatezza di strumenti conoscitivi. Si possono adottare interventi d'urgenza. C'è poi la misura fondamentale della provvisionale anticipata. È un sostegno economico immediato. Viene stanziato già durante le indagini. Serve ad azzerare il ricatto economico. Garantisce alle donne la forza e l'autonomia necessarie per allontanarsi.