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Arianna Ciccone, co-fondatrice del Festival del Giornalismo, è stata allontanata da un corteo non ufficiale a Perugia per aver esposto la bandiera dell'Ucraina. Successivamente, è stata accolta nella manifestazione organizzata dal Comune.

Incidente durante la commemorazione del 25 aprile

Un episodio ha segnato la commemorazione del 25 aprile a Perugia. Arianna Ciccone, figura di spicco nel mondo del giornalismo e co-fondatrice del celebre Festival del Giornalismo, si è trovata al centro di un diverbio. Mentre partecipava a un corteo spontaneo organizzato da diverse associazioni nel cuore della città, le è stato chiesto di rimuovere la bandiera dell'Ucraina che teneva in mano.

La richiesta è giunta dagli organizzatori dell'evento non ufficiale. Secondo quanto riferito dalla stessa Ciccone, le è stato comunicato che la presenza di quella specifica bandiera non era gradita in quella manifestazione. La motivazione addotta era la volontà di evitare bandiere che potessero creare divisioni all'interno del gruppo.

Le motivazioni e le reazioni

Arianna Ciccone ha espresso il suo sconcerto per l'accaduto. «Mi hanno detto che dovevo togliere la bandiera ucraina perché in quello non le volevano», ha dichiarato la giornalista, raggiunta dall'agenzia ANSA. Ha inoltre sottolineato una presunta incoerenza, avendo notato la presenza di bandiere della Palestina e dell'Iran durante lo stesso corteo.

Alla richiesta di chiarimenti sulle ragioni di questa scelta, Ciccone ha affermato di non aver ricevuto spiegazioni esaurienti. Le è stato semplicemente comunicato che era stato raggiunto un accordo interno tra gli organizzatori per escludere determinate bandiere. «Non mi hanno voluto dire chi fossero gli organizzatori», ha aggiunto.

La giornalista ha poi riportato le parole che le sono state rivolte: «Mi hanno urlato 'tu sei di un gruppo, tu sei di un gruppo'». A queste accuse, Ciccone ha risposto con fermezza, negando di appartenere a specifici schieramenti. Ha paragonato la situazione a un'assurdità, chiedendo retoricamente se gli ucraini fossero considerati nemici.

L'adesione al corteo ufficiale

Dopo l'incidente, Arianna Ciccone ha deciso di unirsi al corteo ufficiale organizzato dal Comune di Perugia. In questa sede, la sua partecipazione con la bandiera ucraina non ha suscitato alcun problema. «Sono stata con la bandiera dell'Ucraina e nessuno si è permesso di aggredirmi», ha confermato.

Ha inoltre apprezzato il discorso della sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, che ha menzionato l'Ucraina in più occasioni. Questo contrasto ha evidenziato la differenza di approccio tra i due eventi. L'episodio solleva interrogativi sulle modalità di gestione delle manifestazioni pubbliche e sul significato dei simboli in contesti commemorativi.

Domande frequenti

Perché Arianna Ciccone è stata allontanata dal corteo a Perugia?

Arianna Ciccone è stata allontanata da un corteo non ufficiale a Perugia perché esponeva la bandiera dell'Ucraina, che gli organizzatori di quell'evento specifico non volevano fosse presente.

Dove si è poi recata Arianna Ciccone dopo l'incidente?

Dopo essere stata allontanata dal corteo non ufficiale, Arianna Ciccone si è unita al corteo ufficiale organizzato dal Comune di Perugia, dove ha potuto sventolare liberamente la bandiera ucraina.