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Copie 3D di reperti archeologici umbri sono esposte negli Stati Uniti per scopi didattici. Le riproduzioni fedeli dei manufatti della necropoli del Vallone di San Lorenzo di Montecchio sono ora visibili alla Kent State University.

Nuove riproduzioni archeologiche negli USA

Sono state realizzate fedeli riproduzioni di antichi manufatti. Questi oggetti provengono dalla necropoli del Vallone di San Lorenzo. Il sito si trova a Montecchio. Le copie sono state create utilizzando la stampa 3D. Sono state impiegate fibre di carbonio e materiali di rinforzo. Attualmente, queste riproduzioni sono esposte in una vetrina. La sede dell'esposizione è la Kent State University. Questa università si trova nello stato dell'Ohio, negli Stati Uniti.

L'allestimento ha uno scopo ben preciso. Mira alla divulgazione e allo studio di questi reperti. I manufatti duplicati riproducono fedelmente l'aspetto e la forma degli originali. I reperti originali sono custoditi con cura. Sono conservati nei magazzini della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria.

Collaborazione internazionale per la ricerca archeologica

Questa iniziativa è il risultato di una proficua collaborazione. Coinvolge la Soprintendenza umbra e l'ateneo statunitense. Anche l'Università degli Studi di Perugia partecipa attivamente. Il Comune di Montecchio è un altro ente collaboratore fondamentale. Grazie a questi accordi, si pianificano nuove attività sul campo.

Durante l'estate, la necropoli del Vallone di San Lorenzo ospiterà la settima campagna di scavi. Questa operazione si svolgerà sotto concessione ministeriale. La supervisione scientifica sarà garantita dal dottor Luca Pulcinelli. Egli fa parte della Soprintendenza umbra. La sua esperienza sarà cruciale per il successo degli scavi.

Le future attività di ricerca vedranno la partecipazione di diverse figure professionali. Saranno coinvolti archeologi, ricercatori e studenti. Parteciperanno sia studiosi italiani che statunitensi. Gli studenti americani prenderanno parte al programma accademico internazionale. Questo programma è noto come "Montecchio Archaeology Field School". La direzione scientifica sarà affidata a figure di spicco. Tra questi, il professor Gian Luca Grassigli e la professoressa Sarah Harvey.

Gli scavi saranno supportati da archeologi esperti. Tra questi, Stefano Spiganti e Francesco Pacelli. Essi ricoprono il ruolo di fields director. La loro responsabilità sarà la gestione operativa sul terreno.

La necropoli del Vallone di San Lorenzo: un sito di rilievo

Il sito archeologico del Vallone di San Lorenzo è di grande importanza. Dal lontano anno 2017, l'area è oggetto di studi sistematici. Queste campagne di scavo hanno permesso di ampliare notevolmente la conoscenza della necropoli. Si tratta di una delle aree sepolcrali più significative dell'Umbria preromana. Le ricerche hanno progressivamente restituito un quadro sempre più dettagliato. Questo quadro descrive una comunità molto attiva. La comunità prosperò tra il VII e il V secolo a.C. Le attività principali di questa popolazione erano l'agricoltura e il commercio. Inoltre, era inserita in una vasta rete di relazioni. Queste relazioni, sia culturali che materiali, la collegavano ad altri centri dell'Italia centrale.

Le indagini archeologiche hanno portato alla luce diverse scoperte. Tra queste, numerose tombe a camera. Questo tipo di sepoltura è una caratteristica distintiva della necropoli di San Lorenzo. Le ricerche più recenti hanno ulteriormente ampliato il quadro. Sono state scoperte ampie porzioni del sepolcreto. Queste aree sono caratterizzate da diverse tipologie di tombe. Sono state individuate tombe a fossa, tombe a dado e tombe a cassone litico. Ogni ritrovamento contribuisce a definire meglio la storia e la cultura di questa antica comunità.

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