Il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia dedica la sua terza giornata all'evoluzione dei media, affrontando le sfide attuali come la libertà di stampa sotto pressione e le nuove forme di censura. L'evento celebra il coraggio dei reporter e riflette sul potere delle storie nell'era digitale.
Sfide globali per la libertà di informazione
Firme internazionali e figure chiave nel mutamento dei media hanno animato la terza giornata del Festival Internazionale del Giornalismo. L'evento si svolge a Perugia.
I riflettori sono puntati sui conflitti attuali, tra cui quelli in Gaza, Ucraina e Iran. Si discute anche della crescente pressione da parte di regimi autoritari sulla libertà di stampa. Vengono analizzate nuove forme di censura e repressione.
La giornata ha visto protagonisti reporter che hanno pagato un prezzo personale per la libertà di informazione. Tra questi, Maria Ressa, premio Nobel per la Pace 2021. È una figura molto nota per il suo impegno per la libertà di stampa globale.
Presente anche Beatrice Fihn, figura centrale di Ican. Questa organizzazione ha ricevuto il Nobel per la Pace 2017 per la campagna contro le armi nucleari.
Reporter sotto pressione e testimonianze dirette
Un'altra voce importante è stata quella di Alsu Kurmasheva. Questa giornalista di Radio Free Europe/Radio Liberty è stata arrestata in Russia nell'ottobre 2023. È stata condannata e poi rilasciata il primo agosto 2024.
Si è parlato anche di Ivan Kolpakov e Galina Timchenko di Meduza. Meduza è un importante media indipendente russo in esilio. Le autorità russe hanno recentemente inserito Kolpakov nella lista dei ricercati. Timchenko, cofondatrice, è stata condannata in contumacia a cinque anni di carcere.
Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione a Gaza. Sono state ascoltate testimonianze dirette dalla zona di conflitto. Tra queste, quella di Adel Zaanoun, storico capo dell'ufficio Afp a Gaza.
Zaanoun ha coordinato la copertura giornalistica nella Striscia per oltre trent'anni, anche sotto bombardamenti. Dopo il 7 ottobre, ha continuato a lavorare in condizioni estreme. Attualmente collabora con Reporters Without Borders.
Il potere delle storie e il futuro del giornalismo
È intervenuta anche Hélène Lam Trong. È una giornalista e regista del documentario "Inside Gaza". Il film racconta la vita dei reporter Afp nella Striscia dopo il 7 ottobre.
Insieme a loro, all'Auditorium San Francesco al Prato, ha dialogato Thibaut Bruttin. È il direttore generale di Reporter Senza Frontiere. I tre, moderati da Phil Chetwynd (global news director dell'Agence France-Presse), hanno discusso del lavoro dei giornalisti palestinesi.
È stata evidenziata l'impossibilità per i reporter stranieri di entrare a Gaza. Dopo le sessioni in lingua inglese, il programma in italiano offre uno spazio di riflessione. Si analizzano gli ultimi 20 anni di evoluzione del giornalismo.
Questo percorso narrativo è iniziato con un dialogo tra Mario Calabresi e Francesca Mannocchi. Il tema era "Il Potere delle Storie". Hanno sottolineato come raccontare storie sia fondamentale per comprendere il cambiamento. È uno strumento per orientarsi nella complessità del presente.
Il percorso narrativo si concluderà nella serata finale. Si tornerà alle origini, a vent'anni fa. Nel 2006, anno di fondazione del Festival, usciva "Gomorra". Questo libro ha rivoluzionato il racconto del potere criminale.
All'Auditorium San Francesco al Prato (ore 21) è prevista una riflessione. Parteciperanno Roberto Saviano, autore del libro, e Arianna Ciccone, cofondatrice del Festival. Discuteranno di cosa significhi oggi scrivere, esporsi e prendere parola nello spazio pubblico.