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Un cittadino romeno, ricercato per gravi episodi di violenza commessi in una struttura socio-riabilitativa ad Assisi, è stato arrestato nel Regno Unito. L'uomo dovrà scontare quasi cinque anni di carcere per maltrattamenti su pazienti.

Arresto nel Regno Unito per violenze ad Assisi

La latitanza di un uomo di 39 anni, cittadino romeno, si è conclusa il 17 giugno. L'arresto è avvenuto nel Regno Unito. L'uomo era destinatario di un ordine di cattura europeo. La richiesta era partita dalla Procura generale di Perugia.

L'ordine di cattura, noto come Taca, permette l'arresto in territorio britannico. La richiesta è stata avanzata da un Paese europeo. L'uomo è stato fermato grazie alla cooperazione internazionale.

Gravi soprusi in una struttura riabilitativa

I fatti contestati risalgono al periodo tra aprile 2014 e aprile 2016. Le violenze si sono verificate nella città di Assisi. Coinvolti nell'operazione anche altri individui. Gli episodi riguardano gravi soprusi. Questi sono avvenuti all'interno di una struttura socio-riabilitativa.

La struttura era gestita da un'associazione di volontariato Onlus. Era presente anche una cooperativa. Gli autori dei fatti sono stati identificati. Si tratta di nove italiani, quattro donne e cinque uomini. A questi si aggiunge il cittadino romeno arrestato. Erano coinvolti il legale responsabile della struttura. C'erano anche diversi operatori socio-assistenziali.

Questi operatori svolgevano mansioni operative. Erano impiegati nella medesima realtà. Le persone offese sono i pazienti della struttura. Erano sottoposti a percorsi di cura e riabilitazione. Le condanne definitive sono emerse durante il processo.

Maltrattamenti sistematici e umiliazioni

La Procura generale ha ricordato le condotte emerse. Si trattava di maltrattamenti reiterati e sistematici. Le violenze avvenivano sia fisicamente che psicologicamente. Sono stati documentati episodi di aggressioni. Questi includevano schiaffi, calci e pugni. A volte venivano usati oggetti contundenti.

Sono state accertate privazioni di beni essenziali. I pazienti non ricevevano pasti adeguati. Venivano sottratti effetti personali. Si registravano limitazioni della libertà personale. Venivano usati strumenti coercitivi. Sono state riscontrate pratiche umilianti e degradanti.

Questi comportamenti erano incompatibili con le finalità educative. Erano contrari agli scopi riabilitativi della struttura. Tali condotte erano usate come punizione. Servivano anche come strumento di controllo. Venivano usate minacce come mezzo deterrente. Ciò provocava gravi sofferenze fisiche e morali ai pazienti.

Ricerca e cooperazione internazionale

L'attività investigativa per trovare il latitante è stata coordinata. Il coordinamento è stato gestito dal procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani. Un componente della polizia penitenziaria ha fornito supporto. Questo agente era in servizio presso l'Ufficio Sdi della Procura generale. La collaborazione è avvenuta con la divisione Sirene di Roma.

Inizialmente si è accertato il rifugio del ricercato. Era tornato nella sua città natale, Vulcan, in Romania. Successivamente, sono stati ricostruiti i suoi spostamenti. Si è trasferito con la moglie nella città di Northampton, in Inghilterra. Ulteriori informazioni hanno permesso di attivare la cooperazione internazionale.

È stato coinvolto l'Interpol. La National Crime Agency Fugitives Unit di Manchester ha collaborato. Questo ha permesso di localizzare l'uomo con precisione. È stato quindi possibile procedere al suo arresto. Il trentanovenne si trova ora in custodia. Attende l'estradizione verso l'Italia. Dovrà scontare una pena residua di quattro anni e undici mesi di reclusione.

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