Un uomo di 49 anni ha sparato contro una vicina e si è barricato in casa a Vigevano. Dopo ore di trattative, si è arreso alle forze dell'ordine. Le vittime sono state medicate.
Pomeriggio di tensione a Vigevano
Un pomeriggio di forte tensione si è verificato in una zona di Vigevano. Un uomo di 49 anni, di nazionalità albanese, ha aggredito il proprietario di casa. Successivamente, ha esploso almeno due colpi di fucile. Il bersaglio era una donna che lui credeva essere sua moglie. La donna, in realtà, è una sua collaboratrice. Dopo gli spari, l'uomo si è barricato all'interno della sua abitazione. La sua resa è avvenuta poco dopo le 20.
Ferita una donna, uomo ricoverato
La donna colpita, di 63 anni, ha riportato una ferita da pallini all'avambraccio. È stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale di Vigevano. Dopo le cure, è stata dimessa e ha fatto ritorno a casa. Il proprietario di casa, un uomo di 75 anni, ha subito diverse lesioni. È stato ricoverato in codice giallo al Policlinico San Matteo di Pavia. L'ambulanza della Croce Azzurra di Vigevano lo ha trasportato.
Intervento delle forze dell'ordine
Dopo aver sparato, l'inquilino si è chiuso in casa. Non mostrava alcuna intenzione di uscire. L'area circostante è stata immediatamente transennata. Gli agenti di polizia hanno avviato le trattative per convincerlo alla resa. L'uomo, tuttavia, non ha inizialmente ascoltato le richieste. Intorno alle 19, sono intervenute le Unità operative di primo intervento di Milano. La situazione è rimasta tesa per diverse ore.
Un precedente inquietante
L'allarme era scattato poco dopo le 14. In tutta la zona si erano uditi distintamente gli spari. La scena ha generato immediato allarme. Sul posto sono giunte pattuglie di polizia e carabinieri. Hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area. Questo episodio ricorda un evento simile accaduto circa due anni fa. Il 3 giugno, nella stessa abitazione al civico 7, il 49enne aveva sparato un colpo di pistola. Il bersaglio era stato un vicino di casa egiziano, colpito di striscio. In quell'occasione, l'aggressore si era rifugiato in casa sua. Aveva tentato di entrare nell'abitazione del vicino, senza successo. La porta blindata aveva resistito. L'uomo si era poi barricato nel cortile di casa. Dopo diverse ore, un militare lo aveva convinto alla resa. L'uomo non era più soggetto a misure restrittive per quel fatto. Resta da chiarire come abbia ottenuto l'arma utilizzata oggi.