Un giovane è deceduto a Pavia dopo un'aggressione avvenuta nella notte. L'episodio ha scosso profondamente i residenti della zona, che esprimono sgomento e incredulità per l'accaduto.
Sgomento nel quartiere per la morte violenta
Un residente del quartiere Vallone, Roberto Grecchi, ha espresso il suo profondo rammarico per la tragica scomparsa di Gabriele Vaccaro. Il giovane è stato trasportato nella notte nella palazzina da amici, i quali solo successivamente hanno compreso la gravità delle sue condizioni. «Non si può morire in un parcheggio per motivi futili, per una parola di troppo», ha dichiarato Grecchi.
L'uomo ha aggiunto che, dopo mesi di notizie su aggressioni e rapine in città, la tragedia era quasi inevitabile. «Abbiamo sentito di tante aggressioni e rapine a Pavia per mesi: alla fine è successa la tragedia», ha aggiunto. Grecchi non conosceva la vittima, ma solo un amico che risiede nell'edificio. «Non si può morire in un parcheggio, alle tre del mattino, perché hai detto una stupidata o per quattro spiccioli, qualunque sia il motivo. È assurdo», ha concluso.
Rumori e soccorsi nella notte
Elena Demartis, un'altra residente, era sveglia nella notte tra sabato e domenica. A causa del malessere del suo gatto, ha udito dei rumori che l'hanno inizialmente fatta pensare a dei ladri, dato che alcuni appartamenti ai piani superiori erano vuoti. «Ho sentito dei rumori, ho pensato subito ai ladri», ha raccontato.
Tuttavia, il trambusto era diverso, causato da persone che si muovevano. Affacciandosi, ha visto i soccorritori e udito una voce gridare: «Fatti aiutare». Inizialmente non comprendeva la situazione. I soccorsi sono rimasti sul posto per circa un'ora. «Magari gli amici non si sono resi conto della gravità subito, anche se per le scale c’era molto sangue», ha osservato la donna.
Incredulità e richiesta di giustizia
Tra gli inquilini del palazzo regnano amarezza e incredulità. «Non si può morire così giovani, bisogna fare qualcosa», ha commentato un residente. Si percepisce un senso di insicurezza diffuso: «Ormai nelle città è un bollettino di guerra, aggressioni all’ordine del giorno dappertutto, non solo a Pavia».
C'è la speranza che i responsabili vengano presto individuati e arrestati. «Bisogna sperare ora che li prendino, che gli aggressori vengano arrestati», ha auspicato un altro vicino.
Il ricordo della vittima e la colpa
Il pensiero va alla vittima, descritta come una persona «sempre cortese, gentile, aveva gli occhi buoni». Una vicina si interroga sulla gestione di queste situazioni: «Quando vedi queste situazioni dicono che devi far finta di niente, che non devi raccogliere le provocazioni».
Tuttavia, questa mentalità rischia di colpevolizzare le vittime. «Ma in questo modo si dà a colpa alle vittime, invece bisogna porre un freno ad altre situazioni: chi ha aggredito doveva essere fermato prima», ha sottolineato la donna, auspicando un intervento più deciso per prevenire futuri episodi di violenza.