Pavia: via libera al campo nomadi, residenti minacciano ricorso
Pavia Est: Progettazione Campo Nomadi Avviata
Il Comune di Pavia ha compiuto un passo decisivo verso la realizzazione del nuovo campo nomadi nella zona artigianale di Pavia Est. È stata infatti affidata la progettazione degli impianti elettrici, idrici e fognari, oltre al piano di sicurezza. Questo incarico riaccende il dibattito sulla destinazione di quest'area.
L'intervento, che prevede gli allacciamenti per le utenze, è stato affidato a un professionista pavese. I lavori preliminari per l'insediamento, che ospiterà 38 persone attualmente residenti in piazzale Europa, avranno un costo di 33mila euro. La realizzazione completa del campo è invece stimata in 600mila euro.
Critiche dei Residenti e del Comitato di Quartiere
Il comitato di quartiere esprime forte disappunto per la decisione. «Un terreno incolto, salvato dalla variante al Pgt, diventerà asfalto e parcheggio per case mobili», lamentano i residenti. Sottolineano come l'amministrazione avesse posto il consumo di suolo zero come punto cardine della sua campagna elettorale.
La necessità di spostare le 13 famiglie da piazzale Europa è legata alla costruzione di un parco acquatico. I residenti di Pavia Est sollevano preoccupazioni sulla qualità della vita nel nuovo sito. «Non ci sono trasporti pubblici efficienti, il parco giochi più vicino è distante e pericoloso da raggiungere, e mancano servizi essenziali», affermano.
Associazioni e Minaccia di Ricorso Legale
Anche associazioni che si occupano di diritti civili intervengono nella questione. Carlo Stasolla, presidente dell'Associazione 21 Luglio, incaricata dall'Unione Europea di monitorare i campi nomadi in Italia, ha invitato il Comune a riconsiderare la decisione. «Ci offriamo nuovamente per incontrare la giunta e trovare soluzioni alternative», ha dichiarato Stasolla.
L'associazione ha inoltre manifestato l'intenzione di adire le vie legali qualora il Comune non dovesse desistere dal progetto. «Siamo pronti a rivolgere le nostre istanze al tribunale», ha specificato Stasolla, evidenziando la contrarietà a quella che viene definita una soluzione non sostenibile né dignitosa per le persone coinvolte.