Attivisti per il diritto alla casa hanno notificato un avviso di sfratto al sindaco e alla giunta di Pavia. La protesta mira a denunciare la presenza di 200 alloggi popolari sfitti e la mancanza di soluzioni per le famiglie in difficoltà.
Crisi abitativa a Pavia: protesta in consiglio comunale
Un'intensa protesta ha interrotto il Consiglio comunale di Pavia. L'Assemblea per il diritto alla casa ha fatto irruzione a Palazzo Mezzabarba. I manifestanti hanno esposto striscioni significativi. Uno recitava la notifica di sfratto. L'altro chiedeva fondi immediati per le case popolari. La loro azione mirava a sensibilizzare l'amministrazione sulla grave emergenza abitativa cittadina.
La manifestazione si è svolta durante una seduta convocata dalle opposizioni. L'argomento all'ordine del giorno era la mobilità urbana. L'Assemblea ha scelto questo momento per portare all'attenzione del primo cittadino, Michele Lissia, e della sua giunta la questione abitativa. La situazione degli alloggi popolari sfitti è diventata un punto focale della loro protesta.
200 alloggi sfitti e sfratti: le ragioni della protesta
Secondo l'Assemblea, sono necessari circa 5 milioni di euro. Questa somma servirebbe a ristrutturare 200 alloggi popolari attualmente inutilizzati. Alberto De Lorenzis, portavoce dell'Assemblea, ha espresso forte preoccupazione. Ha criticato il Piano Casa, focalizzato su studenti e ceto medio. Ha sottolineato l'esistenza di precari e lavoratori poveri. Queste categorie faticano a trovare un alloggio a Pavia. I prezzi degli affitti sono considerati artificialmente elevati. De Lorenzis ha parlato di diecimila alloggi in mano a speculatori. Questi ultimi mirano ad aumentare ulteriormente i costi dell'abitare.
Già nove mesi prima, i rappresentanti dell'Assemblea avevano manifestato in Consiglio. Avevano fatto tintinnare le chiavi, chiedendo l'assegnazione di case. All'epoca, furono stanziati 800mila euro per la ristrutturazione. Questi fondi non hanno ancora risolto il problema degli alloggi sfitti. Esistono oltre 700 famiglie in lista d'attesa. La notifica di sfratto è stata emessa, ha spiegato De Lorenzis, perché il Comune starebbe invitando famiglie già sfrattate. Queste persone sono ospitate temporaneamente a Palazzo Mezzabarba. Vengono allontanate senza alternative concrete. Vengono, di fatto, lasciate senza un tetto. L'Assemblea minaccia di portare avanti la procedura di sfratto fino all'esecuzione forzata contro la giunta.
La risposta dell'amministrazione e le richieste
La richiesta principale dell'Assemblea era un ordine del giorno. Questo avrebbe dovuto prevedere lo stanziamento dei fondi necessari. L'obiettivo era la ristrutturazione degli alloggi popolari sfitti. Il consigliere Daniele De Chiara (Avs) ha risposto alla protesta. Ha affermato che il Comune dispone delle risorse economiche. Ha anche assicurato la sensibilità della maggioranza verso questi temi. Si è impegnato a sollecitare il sindaco per procedere con le ristrutturazioni necessarie. La situazione rimane tesa, con la comunità in attesa di azioni concrete.