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Nuove analisi dattiloscopiche confermano l'attribuzione di un'impronta palmare a un indagato nell'ambito di un'inchiesta a Pavia. La procedura ha coinvolto diversi esperti per garantire l'affidabilità del risultato.

Conferma scientifica sull'impronta palmare

L'analisi di un'impronta palmare, identificata come traccia 33, ha stabilito la sua appartenenza a un nuovo indagato. Questo risultato è emerso dopo una serie di controlli incrociati. L'impronta era stata rinvenuta sulla scala della cantina di casa Poggi. La comparazione è iniziata una volta individuate le 15 minuzie presenti sull'impronta palmare. Il confronto ha dato esito positivo. Questo è avvenuto tramite un'analisi separata condotta da esperti. Il primo a esaminarla è stato l'ufficiale del Ris di Messina, Giampaolo Iuliano. Successivamente, è intervenuto il dattiloscopista Nicola Caprioli. Per una ulteriore e definitiva conferma, sono stati coinvolti due analisti di laboratorio. Questi ultimi vantano una lunga esperienza nella Sezione Impronte del Ris di Roma. Hanno rispettivamente 35 e 25 anni di attività nel campo dell'identificazione dattiloscopica.

Verifiche multiple per la massima certezza

La verifica effettuata dai due analisti esperti ha prodotto un risultato univoco. Hanno confermato, ancora una volta, la corrispondenza con l'impronta palmare destra di Andrea Sempio. Sono stati proprio Iuliano e Caprioli, consulenti della Procura, a riportare questi dati. Hanno risposto così alle critiche sollevate dai consulenti di parte. Le loro osservazioni erano contenute in una relazione allegata all'avviso di chiusura delle indagini. L'indagato è l'unico per l'omicidio di Chiara Poggi, secondo la nuova inchiesta pavese. Successivamente, si è resa necessaria una riproduzione delle impronte. Questo è avvenuto mediante la tecnica dell'inchiostrazione sull'indagato. L'uomo possedeva un unico fotosegnalamento nella banca dati AFIS. Tale dato era stato acquisito tramite scanner ottico. Lo scopo era verificare l'accuratezza del risultato ottenuto. Si voleva escludere la presenza di eventuali artefatti. Il risultato finale è rimasto invariato. Questo ha rafforzato la certezza sull'attribuzione dell'impronta.

Conferma indipendente e validazione

Gli esperti hanno sottolineato l'importanza di questo ulteriore controllo. Hanno scritto che esso confermava la validità del giudizio di identità. Giudizio a cui erano giunti precedentemente in modo indipendente. Questo passaggio ha indirettamente ottemperato alla fase di verifica del secondo operatore. Tale procedura è nota come "Verification". Il processo ha garantito una revisione indipendente dei risultati. Ha assicurato che le conclusioni fossero basate su solide prove scientifiche. La metodologia adottata mira a minimizzare errori e a massimizzare l'affidabilità delle identificazioni. Questo è fondamentale in contesti investigativi complessi. La precisione è un elemento chiave per l'accertamento della verità.

Il ruolo degli ausiliari nella validazione finale

Infine, si è fatto ricorso a consulenti ausiliari. A ciascuno di loro è stato richiesto di effettuare, separatamente. Questo dopo aver valutato l'utilizzabilità di tutti i frammenti analizzati. La loro mansione era la comparazione tra i frammenti e i cartellini di confronto. I cartellini in questione appartenevano a Stasi e Sempio. Nel caso specifico dell'impronta denominata "33", la verifica condotta dai due ausiliari ha dato un esito positivo. Hanno confermato la corrispondenza con l'impronta palmare destra di Andrea Sempio. Gli esperti hanno concluso ribadendo l'esito positivo di questa ultima fase. La procedura ha assicurato un elevato grado di certezza sull'identificazione.

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