Condividi
AD: article-top (horizontal)

Nuove analisi genetiche gettano ombre sul caso Chiara Poggi. Un esperto solleva dubbi sulla provenienza del DNA rinvenuto sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, suggerendo possibili origini alternative al sangue della vittima.

Dubbi sulla provenienza del DNA

Una consulenza recente mette in discussione le prove genetiche. Il DNA estratto dai pedali della bicicletta di Alberto Stasi presenta una quantità analoga a quella trovata su un cucchiaino. Questo oggetto era stato usato da Chiara Poggi la mattina prima del suo tragico omicidio.

Questi dettagli emergono da una relazione del consulente della procura di Pavia, Carlo Previderè. I Carabinieri di Milano, basandosi su questa perizia, hanno evidenziato nella loro documentazione che non fu mai dimostrato in modo definitivo. La sostanza trovata sui pedali della bicicletta di Stasi fosse effettivamente sangue di Chiara Poggi.

I militari hanno sottolineato una criticità nell'interpretazione dei risultati. Il DNA provava un contatto tra la vittima e la bicicletta. Tuttavia, non si era mai stabilito con certezza che si trattasse di sangue. La conclusione che fosse sangue è stata definita un «salto logico opinabile». Questo salto logico è stato raccolto sulla scena del crimine.

Anche ammettendo che il profilo genetico sui pedali appartenesse a Chiara Poggi, si solleva un'altra questione. La Corte d'appello, che ha condannato l'ex fidanzato della vittima, non avrebbe considerato un'ipotesi alternativa. Questa ipotesi suggerisce che il sangue, se presente, potrebbe essere arrivato direttamente da Chiara. Ciò sarebbe potuto accadere in episodi precedenti all'omicidio.

Ipotesi di contatti pregressi

La relazione dei Carabinieri richiama una testimonianza specifica. Si tratta di una dichiarazione della madre di Chiara, Rita Preda. La dichiarazione risale al 22 ottobre 2007. In quell'occasione, la madre ricordò un episodio particolare. Chiara e Alberto Stasi si erano recati al santuario delle Bozzole. Questo avvenne durante le festività pasquali.

La gita era stata effettuata utilizzando la bicicletta di Alberto. Chiara era seduta in posizione avanzata sul mezzo. Durante questa uscita, la ragazza si era procurata una lieve abrasione alla caviglia. Questa ferita potrebbe essere la fonte della sostanza organica rinvenuta sui pedali della bicicletta.

Questa circostanza apre una nuova prospettiva. Potrebbe spiegare la presenza di materiale biologico sui pedali. Senza necessariamente collegarlo all'omicidio. L'ipotesi è che il contatto sia avvenuto in un momento precedente e del tutto estraneo ai fatti contestati.

Riapertura del caso?

Le nuove considerazioni sulla perizia genetica potrebbero avere implicazioni significative. La relazione dei Carabinieri evidenzia le lacune nell'accertamento scientifico. La possibilità che il DNA non fosse sangue, o che fosse presente per motivi diversi dall'aggressione, riapre interrogativi. Questi interrogativi riguardano la ricostruzione degli eventi.

La difesa di Alberto Stasi potrebbe sfruttare queste nuove argomentazioni. Esse mettono in dubbio uno dei cardini dell'accusa. La presenza di materiale biologico della vittima sulla bicicletta dell'imputato è stata una prova cruciale. Ora, la sua interpretazione viene messa in discussione.

La questione del DNA sui pedali non è l'unica area grigia del caso. Tuttavia, rappresenta un punto di potenziale revisione. La Corte d'appello aveva già affrontato l'ipotesi di contatti pregressi. Ma la relazione attuale sembra rafforzare questa possibilità. Suggerendo che non sia stata adeguatamente approfondita.

La comunità locale attende sviluppi. Il caso Chiara Poggi continua a suscitare interesse e dibattito. Le nuove analisi genetiche potrebbero portare a una rivalutazione delle prove. O a nuove indagini per chiarire definitivamente la vicenda.

AD: article-bottom (horizontal)