Il Consiglio regionale lombardo critica duramente la Giunta per la gestione dei fondi destinati alle borse di studio. L'Università di Pavia e l'Edisu si trovano a dover coprire le carenze con risorse proprie, mettendo a rischio il sostegno agli studenti.
Critiche sull'erogazione delle borse di studio
La Regione Lombardia è sotto accusa. Viene definita una delle poche regioni con problemi di studenti idonei ma non beneficiari di borse di studio. Inoltre, è l'unica a chiedere alle università di contribuire con i propri bilanci. Questo approccio viene visto come un vero e proprio furto di risorse. Tali fondi dovrebbero invece sostenere gli studenti e migliorare le strutture universitarie.
Queste affermazioni non provengono da sindacati studenteschi o dall'opposizione. Emergono invece da un ordine del giorno votato all'unanimità dal Consiglio regionale. Anche i rappresentanti politici locali hanno espresso il loro consenso. Tra questi, Alessandro Cantoni, Claudio Mangiarotti, e Andrea Sala, mentre Ruggero Invernizzi era assente.
Università di Pavia ed Edisu in difficoltà finanziarie
L'ordine del giorno menziona specificamente l'Università di Pavia e l'Edisu. Questi enti, insieme alla Statale di Milano, sono costretti a stanziare fondi propri. Devono compensare le carenze regionali nel finanziamento delle borse di studio. Diverse università hanno comunicato l'impossibilità di coprire interamente le mancate risorse regionali.
Le risorse destinate al diritto allo studio universitario sono ferme da quattro anni. Questo avviene a fronte di un aumento dei servizi erogati e dei costi energetici. Si configura quindi un taglio reale ai fondi. L'Edisu Pavia, in particolare, affronta un grave deficit di risorse necessarie per operare.
L'impegno economico richiesto agli atenei
Si stima che le università lombarde dovranno impegnare oltre 47 milioni di euro. Questa cifra è necessaria per coprire tutte le borse di studio nell'anno accademico 2025-2026. Il documento chiede alla Giunta di rispettare l'impegno. Si richiede la piena copertura delle borse di studio senza gravare sui bilanci universitari. Inoltre, si sollecita uno stanziamento adeguato per la gestione dei servizi mensa e degli studentati.
Nell'anno accademico 2022-2023, l'Edisu ha erogato borse al 100% degli idonei. Ciò è stato possibile grazie a 2,5 milioni dall'Università e 500mila euro propri. Per l'anno successivo, le sole risorse ordinarie e del Pnrr avrebbero coperto 2.061 idonei su 2.880. Il contributo dell'UniPv è stato di quasi 1,8 milioni. Per il 2026, si prevede un contributo universitario di 1,5 milioni.
Ritardi nell'erogazione delle borse di studio
Nonostante le integrazioni e i contributi universitari, molte borse di studio vengono erogate con notevole ritardo. Spesso i pagamenti avvengono solo verso la fine dell'anno accademico. Questo crea incertezza e difficoltà per gli studenti che contano su questi fondi per il loro percorso di studi.