Una lavoratrice a Pavia ha vissuto un'odissea lavorativa con 49 contratti precari in 18 mesi. Il sindacato denuncia la precarietà e le ricadute su salario e contributi.
Precarietà lavorativa a Vellezzo Bellini
Una situazione lavorativa critica si è verificata a Vellezzo Bellini. Una lavoratrice, prossima alla pensione, ha affrontato diciotto mesi di instabilità. Ha sottoscritto circa quaranta nuovi contratti di somministrazione a termine. Questi accordi erano quasi tutti della durata di un solo giorno.
La donna, di origini straniere, era impiegata presso lo spaccio dolciario “Galbusera Tre Marie”. Il suo ruolo era addetta alla produzione e al confezionamento. Lavorava nel sito produttivo situato in via Giulio Natta. L'impiego era gestito tramite l'agenzia per il lavoro Randstad.
Ricadute su salario e contributi
Secondo la Nidil Cgil Pavia, la lavoratrice si è rivolta al sindacato. In un anno e mezzo, non avrebbe raggiunto i novanta giorni di attività in azienda. Questa condizione ha avuto gravi ripercussioni. Le conseguenze riguardano sia il salario percepito sia i contributi previdenziali versati.
Le ore di lavoro accumulate sono state esigue. Di conseguenza, l'indennità mensile di disoccupazione (Naspi) è risultata molto bassa. Inoltre, non avendo superato i novanta giorni di lavoro annuali, la donna non ha potuto accedere al sostegno al reddito. Questo beneficio, noto come bonus Sar, è previsto per i lavoratori somministrati.
Utilizzo elusivo della somministrazione
Camillo Moroni, segretario generale della Nidil Cgil Pavia, ha commentato la vicenda. Ha definito l'utilizzo della somministrazione «formalmente legittimo». Tuttavia, ha aggiunto che rischia di assumere «caratteristiche elusive rispetto alle finalità della normativa».
Moroni ha segnalato che il caso della lavoratrice non è un episodio isolato. Anche altri lavoratori nel sito della Galbusera si trovano in condizioni simili. Il ricorso sistematico a contratti così brevi appare poco compatibile con esigenze realmente temporanee. Solleva dubbi su un possibile abuso dello strumento di somministrazione.
L'obiettivo sembra essere evitare il consolidamento del rapporto di lavoro. Si cerca di non garantire le tutele previste per i contratti a tempo indeterminato. La normativa vigente mira a prevenire l'abuso nella reiterazione dei contratti a termine. Il sindacato sta ora lavorando per configurare una vertenza legale.
Domande e Risposte
D: Cosa sono i contratti di somministrazione?
R: I contratti di somministrazione, precedentemente noti come contratti di lavoro interinale, sono accordi in cui un'agenzia per il lavoro (somministratore) impiega un lavoratore e lo mette a disposizione di un'altra azienda (utilizzatore) per lo svolgimento di una determinata attività.
D: Quali sono le tutele per i lavoratori somministrati?
R: I lavoratori somministrati hanno diritto a parità di trattamento retributivo e normativo rispetto ai dipendenti diretti dell'azienda utilizzatrice. Possono inoltre beneficiare di indennità di disoccupazione (Naspi) e, in certi casi, di specifici sostegni al reddito previsti dai contratti collettivi, come il bonus Sar per i lavoratori somministrati.
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