Logistica: confisca da 16 milioni a "re cooperative"
Logistica: confisca definitiva beni per 16 milioni
La Corte di Cassazione ha reso definitiva la confisca di beni per un valore di circa 16 milioni di euro a carico di Giancarlo Bolondi, imprenditore nel settore della logistica. La decisione pone fine a un lungo contenzioso legale iniziato anni fa.
L'imprenditore, 70enne originario di Reggio Emilia e residente in Svizzera, era stato arrestato nel luglio del 2018 nell'ambito dell'operazione «Negotium» condotta dalla Guardia di Finanza di Pavia. Le accuse iniziali includevano il caporalato, per cui è stato assolto in primo grado, e la frode fiscale, che ha portato a una condanna definitiva a 4 anni e mezzo di reclusione.
Il "re delle cooperative" e l'organizzazione illecita
Bolondi è considerato il promotore di un'estesa rete organizzativa basata su cooperative, con al centro il deposito della Ceva Logistics a Stradella. Le indagini hanno rivelato un sistema complesso che ha generato ingenti profitti illeciti attraverso pratiche fraudolente.
Le autorità finanziarie hanno evidenziato la «pericolosità sociale» dell'imprenditore, sottolineando il suo coinvolgimento pluriennale in diverse attività illegali. Questo aspetto è stato fondamentale per l'adozione delle misure di prevenzione patrimoniale.
Patrimonio confiscato: immobili, società e liquidità
Il patrimonio confiscato comprende 118 immobili, alcuni dei quali situati in rinomate località turistiche come il lago di Garda, La Thuile, il Sestriere e la riviera di Levante. Sono state inoltre acquisite dallo Stato una polizza assicurativa di oltre un milione di euro e disponibilità su conti correnti bancari.
Il percorso verso la confisca definitiva è stato complesso. Iniziato con un primo sequestro da 15 milioni di euro nel 2018, annullato nel 2019, è proseguito con un nuovo sequestro preventivo di 154 immobili e 7 società per 9,2 milioni di euro. L'operazione «Labirinto» del dicembre 2019 ha portato a un ulteriore sequestro, culminato nella confisca nel marzo 2022, ora ratificata dalla Cassazione.