L'idroscalo di Pavia celebra il suo centenario, ricordando l'inaugurazione del 1° aprile 1926 con la visita a sorpresa di Benito Mussolini. La struttura, parte della prima linea aerea italiana, ha vissuto momenti di gloria e declino, ma guarda al futuro con progetti di valorizzazione.
La storia dell'idroscalo pavese
L'idroscalo di Pavia compie un secolo di vita. La sua inaugurazione avvenne il 1° aprile 1926. La struttura era destinata a diventare un punto nevralgico della prima linea aerea italiana. Questa linea collegava Torino a Trieste. La sua storia è stata segnata da eventi significativi e da un destino altalenante.
Si potrebbe pensare a una sorta di scherzo del destino, un "Pesce d'aprile" che ha accompagnato la sua nascita. La sfortuna sembra aver fatto capolino fin dall'inizio. Pier Vittorio Chierico, uno storico locale appassionato, ricorda un episodio particolare. Il giorno della prima operazione di volo verso Trieste, una forte bora impedì il decollo. Due idrovolanti diretti da Trieste verso Torino furono costretti a ripiegare su Porto Rose. Questo porto offriva maggiore riparo dalle intemperie.
L'idroscalo pavese è l'unica testimonianza rimasta di quella linea aerea. Il suo "gemello" di Torino fu distrutto negli anni '50. La struttura di Pavia porta ancora i segni di un passato glorioso. Ha visto passare idrovolanti e personaggi illustri. La sua importanza storica è innegabile per la città e per la storia dell'aviazione italiana.
L'inaugurazione con la visita inaspettata del Duce
L'inaugurazione dell'idroscalo vide un ospite d'eccezione. Benito Mussolini, allora capo del governo, decise di presenziare all'evento. La sua visita fu del tutto inaspettata. L'annuncio della sua presenza scatenò un'intensa attività organizzativa. L'obiettivo era radunare quante più persone possibili sul Lungoticino.
Mussolini si mise alla guida della sua Alfa Romeo rossa. Raggiunse Pavia da Binasco. Il percorso previsto era lungo Strada Nuova. Tutti gli sguardi erano rivolti in quella direzione. Tuttavia, il Duce prese una strada diversa. Percorse viale Gorizia e viale Resistenza. Arrivò così dalla parte opposta della città.
Al momento della sua visita, l'idroscalo non era ancora completamente ultimato. La concessione edilizia era stata firmata solo sei mesi prima. Erano presenti solo i piloni e la piattaforma di atterraggio. Secondo alcune testimonianze, Mussolini rischiò persino di cadere nel Ticino. Qualcuno lo afferrò per un braccio per impedirgli di precipitare.
Questa visita segnò profondamente la memoria storica dell'idroscalo. L'evento è ricordato ancora oggi. La presenza del Duce aggiunse un'aura di importanza politica all'inaugurazione. La struttura divenne subito un simbolo di modernità e progresso. Nonostante le difficoltà iniziali, l'idroscalo rappresentava un passo avanti per le comunicazioni aeree.
Progettisti, imprenditori e un futuro da scrivere
L'idroscalo di Pavia porta la firma di importanti personalità. Il suo progettista fu l'architetto istriano Giuseppe Pagano. Pagano è noto anche per aver ideato l'Università Bocconi di Milano. La sua vita fu ricca di esperienze, ma terminò tragicamente a Mauthausen poco prima della Liberazione.
Per ottenere la concessione della struttura, il sindaco Pietro Vaccari approvò un accordo nel settembre 1925. La Società Italiana Servizi Aerei (Sisa) ricevette 400mila lire per dieci anni. Questa società gestiva la linea aerea. La Sisa fu fondata dai fratelli triestini Cosulich. Essi diedero vita alla prima linea di aviazione civile in Italia.
Gli idrovolanti utilizzati sulla linea Torino-Trieste erano di due tipi. I Cant-10 potevano trasportare quattro passeggeri. I Cant-22 ne ospitavano nove. Questi aerei rappresentavano l'avanguardia tecnologica dell'epoca. Il trasporto di passeggeri e posta era un servizio innovativo.
Il declino dell'idroscalo iniziò nel 1934. Questo coincise con il progetto di Italo Balbo di creare una compagnia di bandiera. La struttura perse gradualmente la sua importanza strategica. Tuttavia, ci fu chi cercò di ridarle vita. Matteo Mari, caposcalo napoletano, aprì l'idroscalo alla città. Cercò di renderlo un luogo accessibile ai cittadini.
In tempi più recenti, Carlo Saglio, un facoltoso pilota pavese, diede un nuovo impulso alla struttura. Appassionato di idrovolanti, sfrecciava con il suo aereo sotto il Ponte Coperto. Saglio fondò diverse associazioni importanti. Tra queste, l'associazione Motonautica, il Panathlon e la Croce Verde. Affittò l'idroscalo per ospitare il suo Mb 308 Macchino e la sua 500.
Dopo la morte di Saglio in un incidente stradale negli anni '80, l'idroscalo entrò in una fase di lento declino. Attualmente è di proprietà privata. Nonostante ciò, i suoi cent'anni saranno celebrati con eventi dedicati. Si guarda anche al futuro, con progetti di restyling e valorizzazione. L'obiettivo è trasformarlo in un polo culturale. L'idroscalo di Pavia è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua lunga storia.