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A Certosa si è tenuta un'assemblea pubblica per discutere la proposta di costruzione di un data center. Esperti hanno illustrato il funzionamento e i potenziali impatti, mentre i residenti hanno espresso forti preoccupazioni riguardo alla salute e all'ambiente.

Discussione sul nuovo data center a Certosa

Un'importante assemblea si è svolta al Palasport di Certosa. L'incontro era dedicato alla discussione di un progetto per un nuovo data center. L'evento ha visto una notevole partecipazione di cittadini interessati. Il sindaco Marcello Infurna e l'assessore all'Ambiente Alice Ardizzi hanno aperto la serata. Hanno introdotto i relatori invitati a spiegare il progetto.

Due docenti universitari hanno preso la parola. Il professor Guido Giuliani, esperto di sistemi di telecomunicazione, ha illustrato il funzionamento tecnico. La professoressa Roberto De Lotto, docente di tecnica urbanistica all'Università di Pavia, ha approfondito gli aspetti legati alla pianificazione territoriale. Hanno analizzato le implicazioni energetiche, sanitarie e ambientali del futuro impianto. Sono stati esaminati anche gli effetti sul paesaggio e sull'urbanistica della zona.

Esperienze e preoccupazioni sul progetto

All'assemblea era presente anche Matteo Pedrazzoli, sindaco di Siziano. Ha condiviso l'esperienza del suo comune riguardo a un impianto simile. La sua testimonianza è stata seguita con attenzione. Il consigliere regionale del PD, Matteo Piloni, ha commentato positivamente l'esperienza di Siziano. Lo ha definito un esempio di integrazione tecnologica avanzata con il territorio. Ha menzionato che la struttura di Siziano occupa oltre 100mila metri quadrati. È considerata uno dei data center più grandi e moderni in Italia. Il suo design si ispira a modelli statunitensi.

Tuttavia, il fronte del dissenso a Certosa si sta ampliando. Federica Brenta, che lavora presso l'Istituto Tumori di Milano, ha sollevato seri dubbi. Ha citato studi statunitensi che evidenziano rischi concreti per la salute. Questi rischi sono legati all'esposizione a inquinanti come il Pm2,5 e il Pm10, gli NOx e il black carbon. Brenta teme un aumento di malattie respiratorie e cardiovascolari. Prevede anche un incremento dei tumori polmonari nella zona pavese, già considerata critica.

Richieste per un uso sostenibile del suolo

Il sindaco di Borgarello, Alberta Samuele, ha espresso una chiara posizione. Ha chiesto di evitare il consumo di suolo agricolo per il nuovo impianto. Anche l'assessore all'Ambiente di Pavia, Lorenzo Goppa, ha condiviso questa preoccupazione. Entrambi hanno suggerito di privilegiare l'utilizzo di aree già dismesse. Questa proposta mira a bilanciare lo sviluppo tecnologico con la tutela dell'ambiente e del territorio.

L'assemblea ha messo in luce la complessità della questione. Da un lato, le potenzialità di sviluppo tecnologico. Dall'altro, le legittime preoccupazioni dei cittadini per la salute e l'ambiente. La discussione continuerà nei prossimi incontri. L'obiettivo è trovare soluzioni che soddisfino entrambe le esigenze.

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