Basilica San Michele: servono fondi per restauri urgenti
Nuove scoperte e necessità di restauro
Scavi recenti in piazzetta Azzani a Pavia hanno rivelato un antico edificio con colonne orientate diversamente rispetto alla struttura attuale della Basilica di San Michele Maggiore. Questa scoperta suggerisce la possibile preesistenza di un tempio pagano prima della sua trasformazione in chiesa romanica.
L'ipotesi è emersa durante l'incontro dedicato alla Basilica, un capolavoro romanico che richiede costante manutenzione e restauro per preservarne l'integrità storica e architettonica.
Tecnologia al servizio della conservazione
Per monitorare il degrado della Basilica, si prevede l'utilizzo di droni per esaminare le pareti esterne in arenaria. Questo permetterà un confronto annuale dello stato di conservazione, affiancando l'osservazione umana. L'intelligenza artificiale giocherà un ruolo chiave nel monitoraggio avanzato del deterioramento.
Grazie a iniziative come la Conferenza Episcopale, Fondazione Cariplo e la famiglia Rovati, sarà presto disponibile un tour virtuale per ammirare da vicino i bassorilievi della chiesa.
Situazione finanziaria e prossimi interventi
Attualmente sono in fase di completamento lavori interni del valore di circa 1,4 milioni di euro, finanziati da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. Questi interventi hanno riguardato volte laterali, abside della cripta e la creazione di repliche 3D dei bassorilievi.
Tuttavia, un progetto da 2,1 milioni di euro, presentato in precedenza, non potrà essere completato a causa della mancanza di fondi sufficienti per il restauro del tiburio, dove anni fa cadde una colonna. Servirebbero 500.000 euro, di cui ne sono stati promessi solo 300.000.
Il presidente dell'associazione "Il bel San Michele", Vittorio Vaccari, ha sottolineato la necessità di un maggiore supporto dalla cittadinanza per poter portare a termine gli interventi di restauro indispensabili.