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Il regista Roberto Andò presenta un film dedicato al celebre fotografo Ferdinando Scianna, esplorando la sua vita e la sua arte. La pellicola, trasmessa su Rai 5, mette in luce l'influenza di figure chiave come Leonardo Sciascia.

Il percorso artistico di Ferdinando Scianna

Da sempre, Ferdinando Scianna ha catturato il mondo con la sua macchina fotografica. Dalle immagini dei suoi coetanei fino ai paesaggi della Sicilia, la sua lente ha documentato ogni aspetto della vita. Un momento cruciale nella sua carriera è stato un incontro inaspettato che lo ha profondamente segnato. Le parole di Leonardo Sciascia, figura paterna e maestro, hanno rappresentato una svolta.

Questo evento fondamentale dà il via a "Scianna - Il fotografo dell'ombra". Il film, diretto da Roberto Andò, rende omaggio al primo artista italiano ad entrare nella prestigiosa agenzia Magnum Photos. La proiezione è prevista per venerdì 15 maggio, alle ore 23:35, in prima visione su Rai 5.

Un tributo alla formazione e all'amicizia

Il regista Andò descrive il suo lavoro come un "gesto di gratitudine" piuttosto che un semplice ritratto. Sottolinea come le immagini di Scianna abbiano avuto un impatto formativo pari a quello dei testi di Sciascia. L'arte fotografica, per Andò, unisce indissolubilmente mente, occhio e cuore.

Il film esplora il concetto di "colpo di fulmine" nelle amicizie, quegli incontri che definiscono un percorso di vita. Gli amici diventano guide che plasmano la visione del mondo e il destino individuale. La pellicola evidenzia come queste relazioni siano essenziali nel dare forma alla memoria e all'identità.

Ritorno alle origini siciliane

Scianna, definito "figlio dei limoni", ritorna alle sue radici siciliane. La sua terra natale, dove il dolore si trasforma in spettacolo e festa, è il palcoscenico della sua arte. Il film rievoca il "teatro incredibile" delle strade della sua infanzia e il rapporto con il padre. Quest'ultimo vedeva con scetticismo la professione del fotografo, definendolo "uno che ammazza i vivi e resuscita i morti".

La pellicola dipinge un quadro ricco di figure significative che hanno accompagnato Scianna. Tra queste spiccano Henri Cartier-Bresson e Gianni Berengo Gardin, con cui condivideva un'antica amicizia. Non mancano altri amici come Roberto Leydi e Romeo Martinez, figure di conforto nei momenti di incertezza artistica.

Opere iconiche e la luce dell'ombra

Il film ripercorre le tappe fondamentali della carriera di Scianna. Vengono presentate opere come "Feste religiose in Sicilia", nata sotto l'egida di Sciascia, e i reportage per "L'Europeo". Viene anche esplorato il suo lavoro nel campo della moda, in particolare con Marpessa, che gli ha insegnato come la messa in scena possa diventare narrazione visiva.

Scianna stesso afferma di amare il sole per la sua capacità di creare ombra. L'ombra, nella sua visione, definisce, rivela e trattiene. È la stessa essenza che compone le figure degli amici nel film: presenze durature che accompagnano e danno forma al ricordo. La sua filosofia si conclude con un desiderio profondo: "Se dovesse esserci un paradiso è una cena con i miei amici".

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