Palermo: svelato il libro rosso dell'Inquisizione
Antico volume svela i processi dell'Inquisizione
Un raro libro rosso, stampato a Palermo nel 1714, getta nuova luce sulle procedure spietate del Tribunale del Santo Ufficio nel Regno di Sicilia. Il volume, intitolato «Modo di processare nel Tribunale del Santo Ufficio della Inquisizione di questo Regno di Sicilia», è rimasto per tre secoli custodito e ora è consultabile in formato digitale.
La sua esposizione presso lo Steri, luogo simbolo delle sofferenze patite dai prigionieri, offre un contrasto tangibile tra la dignità degli inquisitori e il dolore dei condannati, i cui lamenti sono ancora impressi nei graffiti delle celle.
I simboli del potere inquisitoriale
Lo stemma dell'Inquisizione, con la sua croce, spada e ramo d'ulivo, incuteva terrore. Rappresentava un'autorità che si sovrapponeva alla giustizia ordinaria, capace di colpire chiunque sulla base di delazioni, invidie o gelosie.
Il motto inciso sul sigillo, «Exurge Domine et Iudica causam tuam», invocava un giudizio divino a legittimare inchieste spesso arbitrarie e crudeli. La figura dell'inquisitore, con la sua preghiera allo Spirito Santo prima di ogni udienza, sottolineava la presunta sacralità del loro operato, ma oggi risuona come un monito per le ingiustizie commesse.
La consultazione digitale e l'eco del passato
Sebbene il prezioso manoscritto non possa essere sfogliato fisicamente, la sua digitalizzazione permette di accedere ai dettagli delle procedure inquisitoriali. La lettura delle formule latine e delle metodologie processuali evoca un brivido lungo la schiena, riportando alla mente le innumerevoli condanne pronunciate in nome della fede.
La scoperta e la consultazione di questo documento storico offrono un'opportunità unica per comprendere meglio un capitolo oscuro della storia siciliana e per riflettere sulla natura del potere e della giustizia.